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Malta

Attivisti formano una “fossa comune” a Għadira per protestare contro il “genocidio” di Gaza

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Attivisti si sdraiano sulla spiaggia con sudari e kefiah per simboleggiare il crescente numero di morti in Palestina. Foto: Moviment Graffitti

Gli attivisti di due gruppi della società civile hanno ribadito sabato che Malta deve unirsi a un tribunale internazionale che accusa Israele di genocidio a Gaza e chiudere il suo spazio aereo e marittimo a navi o aerei da guerra.

L’appello è stato lanciato dagli attivisti del Moviment Graffitti e di Youth for Palestine durante un evento di protesta simbolico organizzato a Għadira Bay, Mellieħa.

Video: Moviment Graffitti

Gli attivisti hanno accusato Israele di perpetuare un “genocidio in piena regola” a Gaza, con la benedizione dei suoi alleati, tra cui gli Stati Uniti e diversi Paesi europei.

Hanno sottolineato che oltre 33.000 palestinesi sono stati uccisi dall’inizio della guerra in corso, il 7 ottobre, quasi tutti i gazesi sono stati sfollati e l’area è sottoposta a un blocco che impedisce l’ingresso nella Striscia di Gaza di cibo, acqua potabile, medicine e aiuti essenziali.

Israele ha bombardato scuole, chiese, campi profughi e ospedali.

Photo: Moviment GraffittiFoto: Moviment Graffitti

Le ONG hanno dichiarato di non essere sorprese dalla reazione estrema di Israele, dato il suo “progetto di lunga data di espellere i palestinesi dalla loro terra e di tenere quelli che riescono a rimanere sotto una dura oppressione”.

Sebbene Malta abbia fatto diverse dichiarazioni di solidarietà con la Palestina, finora non ha chiesto un cessate il fuoco permanente alle istituzioni internazionali e non ha descritto l’aggressione israeliana come un genocidio.

Photo: Moviment GraffittiFoto: Moviment Graffitti

Hanno quindi chiesto al governo di unirsi al caso del Sudafrica presso la Corte internazionale di giustizia contro Israele e di spingere per sanzioni europee contro Israele finché ignorerà le sentenze della Corte.

Almeno un politico locale, il deputato laburista Alex Agius Saliba, ha dichiarato che lo farà

La settimana scorsa la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che Israele deve entrare a Gaza e impedire atti di genocidio.

Israele, che è firmatario della Carta delle Nazioni Unite e quindi legalmente obbligato a rispettare le sentenze della CIG, ha dichiarato che non si sarebbe conformato.

Photo: Moviment GraffittiFoto: Moviment Graffitti

Oltre ad appoggiare la spinta legale del Sudafrica, gli attivisti stanno anche spingendo il governo a mettere fine alle armi da guerra e a chiarire a livello europeo e globale il proprio sostegno alla causa palestinese.

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