Durante la Giornata nazionale italiana della ricerca, celebrata a Xjenza Malta, si è svolto un importante momento di confronto sul tema della ricerca marina, un settore cruciale per il futuro ambientale del Mediterraneo. Tra i protagonisti dell’incontro, il professor D’Amico ha sottolineato il valore strategico della cooperazione tra Italia e Malta nel monitoraggio e nella gestione degli ecosistemi marini.
“La ricerca nel settore marino è importantissima per un’isola come Malta e per il sistema transfrontaliero Italia-Malta,” ha dichiarato D’Amico. “I due Paesi sono entrambi molto attivi e portano avanti numerosi progetti in diversi ambiti, dai rischi geologici provenienti dal mare fino all’analisi dell’impatto dei cambiamenti climatici.”
Il dialogo scientifico tra le due sponde del Mediterraneo si sviluppa su molteplici fronti: dallo studio delle specie aliene che alterano la biodiversità marina, all’inquinamento delle acque e alla gestione del rischio costiero. Questi fenomeni, come ha spiegato il professore, “non possono essere affrontati efficacemente da un singolo Paese. Serve una visione congiunta, ed è proprio in quest’ottica che giornate come questa assumono un valore fondamentale.”
Durante l’incontro sono stati presentati anche i principali progetti già conclusi e quelli in fase di avvio. Alcuni, svolti in collaborazione con l’Università di Malta, hanno contribuito a potenziare i sistemi di monitoraggio ambientale. Altri, attualmente in fase di pianificazione, si concentreranno su aspetti legati ai rischi costieri e alle attività offshore.
La cooperazione scientifica tra Italia e Malta si conferma dunque un tassello fondamentale nella protezione del Mediterraneo e nella promozione di una governance condivisa delle risorse naturali.