Trentacinque relatori, tra economisti, giuristi e storici, provenienti da oltre venti atenei e centri di ricerca italiani ed europei, da Parigi a Lugano fino a Oxford, si sono riuniti oggi a Villa Lubin, sede del CNEL, per fare il punto sui risultati acquisiti dalla ricerca sull’economia civile, sulle questioni ancora aperte e sulle strade da percorrere.
L’economia civile è una tradizione di pensiero che tiene insieme mercato, Stato e comunità e si esprime nei corpi intermedi e nei principi di sussidiarietà e fraternità. Le grandi transizioni del nostro tempo, che mettono in luce i limiti di una scienza economica costruita su riduzionismi, ne fanno una chiave di lettura sempre più attuale.
La giornata si inserisce in un percorso iniziato il 22 settembre 2023. Una settimana prima, il Presidente della Repubblica, all’Assemblea generale di Confindustria, aveva indicato nella lezione dell’illuminismo napoletano e in «un solido riferimento» per l’economia civile.
Le parole del presidente del CNEL
Ad aprire i lavori è stato il presidente Brunetta. Nella parte introduttiva della giornata sono seguiti gli interventi di un docente di Economia civile presso l’Università di Bologna.
Secondo il presidente del CNEL, la tradizione dell’economia civile ha innervato per secoli la società italiana e, attraverso di essa, l’Europa e il mondo: dalla lezione di San Francesco ai Monti di pietà del Quattrocento, da Giambattista Vico e Antonio Genovesi alle società di mutuo soccorso. Come i fiumi carsici, questa tradizione si è inabissata più volte nella storia italiana ed è sempre tornata in superficie.
Il CNEL, ha sottolineato, è la casa dei corpi intermedi, e il suo compito è ricordare a chi li anima che la loro azione viene da lontano. Le transizioni demografica, ambientale, energetica e geopolitica stanno cambiando il mondo e chiedono strumenti ulteriori rispetto a quelli disponibili. Nell’economia civile si cerca una «cassetta degli attrezzi» utile a capirle e a governarle.
Il CNEL, ha aggiunto, dispone di un potere che gli accademici coltivano soltanto nei sogni: trasformare le idee in leggi, perché i padri costituenti gli hanno affidato l’iniziativa legislativa. Da questa riflessione nasceranno disegni di legge da portare in Parlamento. «L’economia civile è patrimonio di tutti. Questa è la sua forza», ha concluso.
Il progetto con le università
Il progetto con le università LUMSA, Tor Vergata e Sant’Anna di Pisa, aperto a tutte le culture che hanno studiato la società civile e sostenuto da Federcasse, produrrà sei volumi con Il Mulino e un volume conclusivo in inglese per Oxford University Press. Dal prossimo anno avrà una proiezione internazionale.
Bonini: una dorsale di sviluppo e di impegno
Il Magnifico Rettore della LUMSA, Bonini, ha affermato che l’economia civile è «l’espressione sintetica di un orizzonte di ricerca, di elaborazione multidisciplinare e di una progettazione e azione istituzionale». Si tratta di un campo di riflessioni e discussioni sviluppatosi nell’arco di diversi anni che, nel periodo incerto e conflittuale che stiamo vivendo, può rappresentare una dorsale di sviluppo e di impegno.
«Mancava un catalizzatore. Oggi lo possiamo vedere all’opera», ha detto. Si è creata infatti una positiva sinergia tra un’istituzione costituzionale dal rinnovato dinamismo, tre diverse scuole universitarie e un’istituzione creditizia dalla grande storia e dalla precisa identità.
Foto: CNEL
Fonte: https://www.cnel.it/comunicazione-e-stampa/notizie/news/detail/2026/11/02/economia-civile–al-cnel-oltre-venti-atenei-fanno-il-punto-sullo-stato-dell-arte