TTF: il prezzo del gas in Europa torna a scendere

Il TTF, Title Transfer Facility, rappresenta il principale benchmark europeo per il prezzo del gas naturale, sia esso distribuito tramite gasdotto o sotto forma di GNL. Dalla fine dei lockdown da covid in Europa e negli Stati Uniti, la ripresa economica ha generato una domanda di idrocarburi che è cresciuta esponenzialmente nel giro di poche settimane, nel 2021, facendo impennare i prezzi.

A febbraio 2022 l’invasione dell’Ucraina delle truppe di Vladimir Putin ha creato un ulteriore shock macroeconomico, in cui il mix di azioni coercitive russe in risposta alle sanzioni europee, che hanno messo a rischio la sicurezza degli approvvigionamenti, e gli sconvolgimenti della supply chain alimentare, chimica ed energetica, hanno alimentato il trend bullish del prezzo del gas, risorsa che negli ultimi decenni ha gradualmente sostituito il carbone e il petrolio nella produzione termoelettrica e nell’alimentazione di impianti siderurgici e metallurgici in tutta Europa, nel quadro di decarbonizzazione e transizione ecologica avviata dalle principali economie del blocco UE.

Il picco è stato raggiunto nel trimestre luglio-settembre 2022, quando il timore per la sicurezza delle forniture per il periodo invernale 2022-23 ha generato una corsa agli acquisti da parte di traders e shippers, causando un effetto skyrocket che è andato a caricare le bollette di famiglie e aziende in tutta Europa, specialmente in quei Paesi che, come Italia, Germania e Francia, hanno fatto del gas naturale un elemento fondamentale nel proprio mix energetico. Altri Paesi, come Malta e Cipro, i quali fanno affidamento quasi interamente sul petrolio per l’approvvigionamento energetico ed elettrico, hanno risentito in maniera minore dell’impatto della bull-run del TTF.

Dall’autunno però, l’efficienza degli organi europei e dei governi nazionali ha permesso alle economie del blocco di raggiungere il target di approvviggionamento di gas (in UE fissato all’80% entro fine ottobre, in Germania al 90% entro lo stesso periodo). Italia, Germania e Francia sono riuscite a riempire le loro scorte quasi al 100% e la media europea, a novembre, si attestava sopra l’80% della capacità totale.

Grazie alle forniture di GNL da USA e Qatar, e al gas aeroforme distribuito da Norvegia, Algeria e Azerbaijan, i paesi Europei si sono ritrovati in autunno con un surplus di forniture che ha guidato i prezzi al ribasso.

Il mercato ha reagito positivamente al miglioramento della situazione energetica, il quale è stato accompagnato da un generale miglioramento della situazione economica del Vecchio Continente. Ad oggi, il TTF è tornato a toccare i prezzi nel range 2021, attestandosi a circa 57 €/MWh, contro i quasi 350 €/MWh di agosto 2022 e i 150 €/MWh di dicembre 2022.

Andamendo del prezzo del gas naturale in €/MWh, TTF 2022-2023, Grafico Giornaliero, Economic Macro Data Releases, TradingEconomics

Ininterrotta quindi la serie di macro-releases all’insegna del segno + che restituiscono l’immagine di un’Europa in ripresa economica, in cui la resilienza del tessuto economico e sociale ha permesso un poderoso bounce-back nelle economie che trainano il blocco.

In attesa dei dati su PIL, inflazione e vendite al dettaglio in Europa, i quali saranno rilasciati oggi lunedì 30 gennaio e domani martedì 31, il board della Banca Centrale Europea valuta i possibili scenari in vista dell’appuntamento di giovedì in cui si deciderà l’ulteriore rialzo dei tassi di interesse nell’Eurozona. Il risultato dei dati attesi sarà determinante nella decisione del board presieduto da Christine Lagarde.

Gli investitori e i traders attendono dati e dichiarazioni, mentre i cittadini di tutta Europa possono, forse, tirare un sospiro di sollievo, e magari tornare ad accendere il condizionatore.