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Malta sfida Bruxelles sul super-regolatore che punta a rivoluzionare la finanza UE

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Sventolano le bandiere maltesi ed europee fuori dal quartier generale della MFSA.

In una scossa che potrebbe ridisegnare l’intera mappa del potere finanziario europeo, il capo dell’autorità di vigilanza finanziaria di Malta ha demolito come “guidati politicamente” i piani dell’UE per un nuovo, potentissimo super-regolatore destinato a dominare la scena. Una rivoluzione che Bruxelles intende presentare mercoledì, con l’obiettivo esplosivo di riscrivere da cima a fondo la supervisione finanziaria del blocco e conquistare una nuova autonomia strategica dagli Stati Uniti.

Secondo una versione preliminare della proposta visionata da AFP, l’attuale watchdog europeo vedrebbe i propri poteri di vigilanza potenziati fino a sovrastare quelli delle singole autorità nazionali. L’European Securities and Markets Authority (ESMA) assumerebbe il controllo della supervisione su criptovalute, borse valori e gestori di asset in tutti i 27 paesi membri.
Un primo passo verso la creazione di un mercato dei capitali unificato che, nelle intenzioni di Bruxelles, dovrebbe rilanciare le economie europee in difficoltà e permettere loro di competere con la crescita travolgente di Stati Uniti e Asia.

Ma non tutti ci stanno: diversi paesi si oppongono a cedere il controllo totale all’istituzione con sede a Parigi.

Controllo centralizzato delle criptovalute

Il tema è incandescente, soprattutto ora che Bitcoin è precipitato del 30 per cento in due mesi e i timori di una nuova bolla tecnologica si moltiplicano.
Bruxelles sta valutando di trasferire a ESMA la supervisione e il rilascio delle licenze per i fornitori di servizi legati agli asset crypto.

Finora questo ruolo era nelle mani delle autorità nazionali, in base a un regolamento europeo sulle criptovalute entrato in vigore alla fine dello scorso anno. Ma alcuni paesi sono stati accusati di eccessiva permissività.
A luglio, ESMA aveva già puntato il dito contro la scarsa vigilanza di Malta, diventata calamita per criptovalute e investitori.

I piani “non sono puramente tecnici, ma anche guidati politicamente”, ha dichiarato a AFP Kenneth Farrugia, CEO della MFSA maltese.
Secondo Farrugia, inoltre, ESMA non disporrebbe nemmeno delle risorse necessarie per applicare una regolamentazione più ampia su scala europea.

Giovanni Cunti, alla guida della piattaforma crypto Gate – autorizzata dal regolatore maltese – ha percepito “un potenziale pericolo” per il settore, temendo che nel nuovo sistema non avrebbe più referenti chiari con cui interfacciarsi.

Un regolatore in stile SEC

I piani dell’UE conferirebbero al watchdog europeo un potere di supervisione diretto sull’infrastruttura finanziaria, in un modello che ricorda da vicino la SEC, il potentissimo regolatore dei mercati statunitensi.

Nel mirino rientrerebbero borse valori, gestori di asset, le clearing house che fungono da intermediari nelle transazioni finanziarie e i depositari centrali che le registrano.
Il watchdog europeo riceverebbe inoltre un nuovo organismo esecutivo indipendente, con poteri potenziati e la facoltà di sospendere i permessi europei dei fondi in caso di irregolarità.

Le banche resterebbero tra le poche entità finanziarie escluse dalla sua giurisdizione, continuando a dipendere dalla European Central Bank e dalla European Banking Authority.

Verso un’unione dei mercati dei capitali

La supervisione unificata è ampiamente vista come un passo fondamentale verso una “capital markets union”, con cui la Commissione Europea punta a “collegare efficacemente il risparmio alle esigenze di investimento”.

Mario Draghi, ex presidente della European Central Bank, ha pubblicato lo scorso anno un rapporto pieno di proposte shock per rilanciare l’economia dell’UE, tra cui investimenti annuali di almeno 750-800 miliardi di euro.
Secondo Draghi, esiste un’enorme quantità di denaro inutilizzato nell’economia europea: il 70 per cento dei risparmi delle famiglie resta fermo nei conti correnti, invece di essere convogliato verso investimenti produttivi.

“Un organismo nazionale è incentivato a prendere decisioni allineate agli interessi del mercato locale. Un organismo europeo aiuterebbe a creare questo mercato comune”, ha spiegato Nicolas Veron, economista del think tank europeo Bruegel, ad AFP.

Opposizione e prudenza

Mentre la Francia spinge da tempo per questo progetto, il Lussemburgo – cuore pulsante della gestione patrimoniale europea – vuole mantenere una regolamentazione nazionale su misura delle proprie esigenze.
ESMA manca di “conoscenza delle specificità di ciascun mercato” e di risorse, al contrario dei regolatori nazionali, ha dichiarato Serge Weyland, a capo della Association of the Luxembourg Fund Industry.

Altri Stati membri rifiutano la centralizzazione, considerandola una perdita di influenza a favore di Parigi.
La Germania, intenzionata a proteggere il ruolo di Francoforte come potenza finanziaria, sostiene “il rafforzamento della convergenza” ma insiste che debba “aggiungere valore”, ha riferito il suo ministero delle finanze ad AFP.

Foto: Times of Malta

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