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Londra scienziati e celebrità uniti per fermare la superintelligenza

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Il mondo trema davanti all’intelligenza artificiale che potrebbe presto superare l’uomo. Più di 700 scienziati, politici e celebrità, tra cui il Principe Harry, Richard Branson e Steve Bannon, hanno lanciato ieri un appello senza precedenti: fermare subito lo sviluppo dell’intelligenza artificiale capace di superare l’intelletto umano.

Secondo una lettera aperta pubblicata dal Future of Life Institute, organizzazione statunitense impegnata contro i rischi dell’AI, “l’iniziativa chiede il divieto assoluto di sviluppare superintelligenze fino a quando la tecnologia non sarà davvero sicura, controllabile e accettata dal pubblico”.

Tra i firmatari spiccano nomi che hanno fatto la storia della scienza e della tecnologia: Geoffrey Hinton, il cosiddetto “padrino dell’AI” e premio Nobel per la Fisica 2024; Stuart Russell, professore di informatica all’Università della California a Berkeley; e Yoshua Bengio, il ricercatore d’intelligenza artificiale più citato al mondo, dell’Università di Montreal.

L’appello ha raccolto un coro trasversale di sostenitori: dal fondatore di Virgin Group Richard Branson al co-fondatore di Apple Steve Wozniak, passando per l’ex consigliere di Donald Trump Steve Bannon e l’ex responsabile per la sicurezza nazionale di Barack Obama, Susan Rice.

A unirsi anche figure religiose e dello spettacolo: l’esperto di intelligenza artificiale del Vaticano Paolo Benanti, il Principe Harry e sua moglie Meghan, oltre al cantante statunitense will.i.am.

Oggi, la maggior parte dei grandi sviluppatori di AI punta alla cosiddetta intelligenza artificiale generale (AGI), ovvero il livello in cui una macchina eguaglierebbe tutte le capacità intellettuali umane. Ma il passo successivo, la superintelligenza, potrebbe addirittura sorpassare l’uomo.

E c’è chi crede che quel momento sia vicinissimo. Parlando a un evento organizzato dal gruppo mediatico Axel Springer lo scorso settembre, Sam Altman, CEO di OpenAI – la compagnia che ha creato ChatGPT – ha dichiarato che “la superintelligenza potrebbe essere raggiunta entro i prossimi cinque anni”.

Un’affermazione che ha acceso l’allarme tra gli esperti. Il presidente del Future of Life Institute, Max Tegmark, ha spiegato all’AFP che “le aziende non dovrebbero puntare a un simile obiettivo senza un solido quadro normativo”.

Anche Anthony Aguirre, co-fondatore dell’istituto, ha aggiunto: “Molti desiderano strumenti di AI potenti per la scienza, la medicina, la produttività e altri benefici. Ma la corsa delle aziende verso un’AI più intelligente dell’uomo, progettata per sostituire le persone, è totalmente fuori sintonia con ciò che il pubblico desidera, ciò che gli scienziati considerano sicuro e ciò che i leader religiosi ritengono giusto.”

La lettera aperta richiama un altro appello pubblicato appena un mese fa, durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in cui ricercatori e lavoratori del settore chiedevano ai governi di “raggiungere un accordo internazionale sulle linee rosse dell’AI” entro la fine del 2026.

(Foto: Benjamin Legendre/AFP)

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