Malta si prepara a un’estate rovente e affollatissima, ma una nuova stretta legislativa promette di cambiare radicalmente il volto degli affitti turistici a breve termine. Tra proteste dei residenti esasperati e caos nei quartieri più ambiti, arriva una normativa destinata a far discutere e a imporre regole ferree a chi affitta appartamenti ai turisti.
A partire da giugno, i proprietari di appartamenti destinati agli affitti brevi dovranno rispettare obblighi stringenti: esposizione pubblica dei propri dati, piani dettagliati per la gestione dei rifiuti e limiti severi sul numero di ospiti. Una rivoluzione che punta a ristabilire ordine in un settore spesso accusato di creare disagi e degrado.
Le modifiche arrivano dopo una consultazione avviata alla fine dello scorso anno.
Nel corso degli anni, i residenti di diverse località turistiche di Malta hanno denunciato i disagi causati dagli affitti brevi, tra comportamenti indisciplinati degli ospiti e problemi legati ai rifiuti abbandonati.
I primi tentativi di introdurre una misura che obbligasse i proprietari Airbnb a ottenere l’approvazione dei vicini sono stati rapidamente accantonati, ma le autorità assicurano che le nuove regole pubblicate mercoledì imporranno requisiti molto più severi.
Secondo la riforma, chiunque gestisca una proprietà destinata ad affitti brevi dovrà esporre chiaramente, all’esterno della porta d’ingresso, il numero di licenza insieme ai contatti di una persona reperibile 24 ore su 24.
Questo permetterà ai residenti di segnalare direttamente eventuali disagi in qualsiasi momento della giornata, spiegano le autorità.
Se l’immobile si trova in un edificio condiviso, il proprietario sarà inoltre obbligato a informare per iscritto l’amministratore del condominio che l’appartamento viene affittato come alloggio turistico.
I proprietari dovranno anche presentare un piano di gestione dei rifiuti, specificando le misure adottate per smaltirli senza creare sporcizia.
Le nuove regole introducono anche limiti rigorosi sul numero di ospiti: massimo 10 persone per proprietà, con non più di due persone per camera da letto.
In pratica, un appartamento con tre camere potrà ospitare al massimo sei persone contemporaneamente, mentre uno con due camere sarà limitato a quattro ospiti.
Il limite massimo di 10 persone non si applica alle proprietà senza ingresso condiviso, come fattorie e ville. Tuttavia, anche queste saranno soggette al vincolo di due persone per camera.
Le nuove norme vietano inoltre l’uso di divani letto, per evitare che i proprietari aggirino i limiti ospitando persone in stanze non destinate al riposo. Saranno proibite anche le camere da letto situate nei seminterrati.
I proprietari saranno obbligati a installare impianti di aria condizionata, mentre le autorità puntano a migliorare la qualità degli alloggi rifiutando licenze a proprietà che “non sono state completate secondo standard elevati”.
Chi verrà sorpreso a gestire un affitto breve senza licenza non potrà richiederne una per i successivi tre anni, stabilisce la legge.
Le autorità turistiche prevedono inoltre ulteriori restrizioni nei prossimi anni, una volta conclusi i progetti pilota attualmente in corso a Valletta e Swieqi.
Foto: Matthew Mirabelli