Un rendering digitale delle case che verranno costruite. Foto: Ebejer Bonnici
Dieci nuove abitazioni avranno presto il via libera nel cuore pulsante del centro storico di St Julian’s, dopo che lo sviluppatore ha deciso di abbandonare l’ambizioso progetto originario che prevedeva un enorme blocco di 60 appartamenti.
Il terreno si trova in un lotto vuoto tra Birkirkara Hill e St Elias Street, all’interno dell’area di conservazione urbana di St Julian’s, una delle zone più antiche e caratteristiche del villaggio.
La richiesta presentata da Tum Invest Ltd, tramite l’architetto Karl Ebejer, è stata recentemente approvata dall’Planning Authority dopo una revisione dei piani iniziali, respinti in precedenza a causa delle proteste dei residenti e del rifiuto da parte della stessa autorità.
L’approvazione è arrivata un anno dopo che era stata autorizzata anche una Planning Control application per collegare Birkirkara Hill con St Elias Street.
Il progetto, ribattezzato Djar Ġebla, prevede la costruzione di dieci villette a schiera in pietra calcarea, complete di piscina, distribuite su quattro piani e disposte attorno a una strada pedonale interna.
Un rendering digitale del cortile anteriore. Foto: Ebejer Bonnici
Una delle abitazioni sarà collegata a una delle più antiche townhouse del nucleo storico del villaggio. Tuttavia, parte di questa vecchia casa verrà demolita per permettere la realizzazione del nuovo passaggio pedonale. Il progetto originario, invece, prevedeva la demolizione totale dell’edificio storico.
Sono inoltre previsti lavori di scavo per realizzare due livelli sotterranei destinati a garage e depositi privati per ciascuna abitazione.
Ebejer, socio dello studio di architettura Ebejer Bonnici, ha dichiarato al Times of Malta di aver tenuto lunghi incontri con il comune, le ONG e i residenti per garantire che il nuovo design rispettasse l’ambiente circostante.
“La nostra intenzione come studio di architettura era quella di allontanarci dalla densità edilizia proposta inizialmente per questo sito. Volevamo creare qualcosa che fosse radicato nel suo contesto, qualcosa che rispettasse St Julian’s come luogo con una memoria e un carattere propri,” ha affermato.
Nonostante la riduzione delle dimensioni del progetto, le ultime obiezioni sollevano timori sull’impatto negativo che un intervento edilizio di questa portata potrebbe avere sulla vita dei residenti.
Gli oppositori hanno inoltre espresso preoccupazione per la demolizione parziale dell’antica casa, ritenuta di “importanza storica e culturale”.
La casa a schiera destinata a essere parzialmente demolita. Foto d’archivio: Chris Sant Fournier
La storia dietro il progetto
Quando la richiesta fu presentata per la prima volta nel 2019, il piano prevedeva la demolizione totale dell’edificio antico, l’escavazione dell’intero sito e la costruzione di un blocco di cinque piani con 62 appartamenti, oltre a un ufficio e un negozio.
Quella proposta aveva suscitato centinaia di obiezioni da parte di residenti e ONG.
Nel 2020, la domanda venne infine respinta da una Planning Commission poiché superava i limiti di altezza consentiti e prevedeva un numero eccessivo di appartamenti con una sola camera da letto.
I richiedenti fecero ricorso presso l’Environmental and Planning Review Tribunal (EPRT) e, nel 2021, il tribunale decise di concedere loro la possibilità di presentare modifiche al piano originale.
L’EPRT raccomandò che la revisione includesse la conservazione della facciata dell’edificio storico, la riduzione dell’altezza complessiva e la diminuzione del numero di appartamenti con una sola camera da letto.
I nuovi piani abbandonarono completamente l’idea del grande complesso di appartamenti, sostituendolo con un progetto di villette dotate di piscina. Tuttavia, anche questa nuova versione ricevette diverse obiezioni — seppur in numero nettamente inferiore rispetto al piano originario.
Nel corso del 2025 furono depositati nuovi disegni aggiornati, che trasformavano ulteriormente la proposta: al posto delle ville, ora si prevedono case a schiera.
Foto: Ebejer Bonnici – Foto d’archivio: Chris Sant Fournier