martedì, Maggio 28, 2024
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Scontro tra il governo e l’avvocato di Stato sul caso Vitals presentato dall’opposizione

La relazione dell’inchiesta si è concentrata sulla concessione da parte del governo degli ospedali St Luke, Gozo e Karin Grech al gruppo Vitals Healthcare.

Aggiornamento ore 13.30

La Corte di mercoledì ha respinto la richiesta del PN di avere l’esposto nel suo caso per recuperare i fondi frodati, nonostante il governo non si sia opposto alla richiesta.

La posizione del governo è in netto contrasto con quella dell’Avvocato di Stato che si è opposto all’esibizione dell’inchiesta, sostenendo che non fosse rilevante per il merito del procedimento civile.

Il PN ha deciso di produrre ulteriori prove – ovvero il verbale dell’inchiesta di Vitals – quando è emerso che l’inchiesta sull’operazione di privatizzazione dei tre ospedali statali era stata conclusa.

Secondo l’opposizione, questi documenti del tribunale penale erano “intimamente connessi” al merito della causa in cui si chiedeva al tribunale civile di ordinare all’Avvocatura dello Stato di agire per recuperare i fondi sottratti all’operazione fraudolenta.

Poiché questi recenti sviluppi sono avvenuti dopo che l’Opposizione aveva concluso le sue prove, è stata necessaria l’autorizzazione della Corte perché la documentazione fosse ammessa come prova.

L’Opposizione ha quindi chiesto al giudice Toni Abela di concederle l’autorizzazione a convocare il cancelliere del tribunale penale per presentare i documenti richiesti.

Alla ripresa del processo, mercoledì, gli avvocati che rappresentano il governo come parte in causa hanno dichiarato di non opporsi alla richiesta dell’opposizione.

La posizione assunta dal governo è stata verbalizzata dalla Corte.

L’Avvocato dello Stato, tuttavia, si è opposto, sostenendo che quei precedenti penali non erano rilevanti per la decisione che sarebbe stata presa dal giudice Abela nel merito.

Nel corso dell’udienza, al governo, in qualità di interveniente nella causa, sono stati concessi sei giorni per indicare i testimoni che intendeva citare, dopo aver chiesto più tempo per produrre prove.

Il Governo ha presentato prove documentali, tra cui una copia delle circolari governative e copie della Gazzetta Ufficiale del Governo relative al periodo tra ottobre 2014 e novembre 2019.

Ha inoltre esibito una copia della sentenza del giudice Francesco Depasquale che ha annullato l’accordo fraudolento.

Dopo alcune animate discussioni tra le parti, l’udienza di mercoledì è stata sospesa per circa un’ora per consentire al giudice Toni Abela di scrivere il suo decreto.

Il decreto è stato poi letto in pubblica udienza.

la Corte respinge la richiesta dell’Opposizione

Il giudice ha osservato che mentre il governo non si è opposto alla richiesta dell’Opposizione, l’Avvocato di Stato è rimasto fermo sulla sua posizione, registrando la sua obiezione fino alla fine.

Alla luce della richiesta originaria dell’Opposizione, si chiedeva alla Corte di ordinare all’Avvocato di Stato di agire per recuperare i fondi frodati.

Il tribunale non ha potuto onestamente vedere la rilevanza della loro successiva richiesta relativa al casellario giudiziario ai fini della richiesta originaria, respingendo quindi la richiesta dell’Opposizione di esibizione di tale casellario.

La richiesta dell’Opposizione relativa all’inchiesta avrebbe potuto essere presentata al Procuratore Generale.

Il giudice rimprovera le fughe di notizie

Il giudice Abela ha riservato commenti molto forti ai media e a coloro che hanno fatto trapelare documenti penali che dovevano essere segreti.

Non è giusto che tali documenti relativi a procedimenti penali vengano divulgati e pubblicati, scatenando commenti sui social media da parte di persone con “un’agenda”, ha dichiarato.

Chiunque avesse divulgato documenti giudiziari così sensibili e riservati era passibile di azioni penali “molto dure”.

“E questa corte è stupita dal fatto che a tutt’oggi non sia stato ancora rintracciato il responsabile di questa diffusione illegale di documenti giudiziari”, ha dichiarato il giudice Abela.

La legge parla molto chiaramente della questione.

Gli atti dei procedimenti penali non possono essere resi accessibili a nessuno, se non alle parti e ai loro avvocati, o su autorizzazione speciale del Procuratore Generale.

La relativa disposizione di legge è stata pensata specificamente per i casellari giudiziari, che devono essere usati con cautela, soprattutto se riguardano diritti di terzi.

Tale divulgazione illegale da parte dei media non solo pregiudica i diritti dei terzi, ma potrebbe anche pregiudicare l’intero processo penale, sollevando problemi di pubblicità preprocessuale.

“Chiunque pensi che divulgando queste informazioni renda un servizio alle parti e alla nazione, non ha idea del disservizio che sta facendo”, ha osservato il giudice al termine dell’udienza.

tutto ciò che non è nei documenti del caso, non esiste”

L’avvocato dell’opposizione Edward DeBono ha fatto notare che la corte ha ancora la facoltà di prendere atto di tutti gli atti giudiziari, sia civili che penali, esibiti all’interno dei tribunali dall’AG, dalla polizia e da terzi.

Il giudice Abela ha sottolineato che il riconoscimento giudiziario è un termine che si applica alle informazioni di dominio pubblico.

Alla richiesta di citare la relativa disposizione di legge, se esistente, DeBono ha osservato che ogni membro della magistratura che opera all’interno dei tribunali ha il diritto di fare riferimento a tutti i documenti presentati in tribunale da chiunque.

Ma l’avvocato dello Stato Julian Farrugia non è stato d’accordo, citando un principio legale secondo cui “ciò che non è nei documenti del caso, non esiste”.

Il governo non ha avuto obiezioni alla posizione dell’opposizione anche su questo punto.

Poiché tutte le parti non avevano ulteriori prove da presentare, la corte ha rinviato il caso per le osservazioni scritte dell’opposizione.

Il caso continua il 27 maggio.

Gli avvocati Edward Debono e Nicholas Debono assistono i ricorrenti.

Gli avvocati Chris Cilia, Ian Borg e Maurizio Cordina assistono la parte interveniente.

L’avvocato Julian Farrugia rappresenta l’Avvocatura dello Stato come parte convenuta.

il governo usa l’Avvocatura di Stato

In una reazione di mercoledì pomeriggio, il leader del PN Bernard Grech ha affermato che il Primo Ministro sta usando l’Avvocatura di Stato per opporsi alla pubblicazione dell’inchiesta.

“Questo conferma come Robert Abela dica una cosa e faccia il contrario. Se Abela fosse davvero d’accordo con la pubblicazione dell’inchiesta, come ha detto, la pubblicherebbe e basta, visto che ne ha una copia da tempo.

“In secondo luogo, se Abela fosse d’accordo con il PN sulla pubblicazione dell’inchiesta, non avrebbe usato l’Avvocatura di Stato per opporsi alla richiesta del PN”

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