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Economia

Malta Vision 2050 luci e tagli silenziosi

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Malta Vision 2050 è stata lanciata venerdì sera con un evento in grande stile, tra luci, applausi e grandi promesse per il futuro del Paese. Foto: Matthew Mirabelli

È stata presentata con il botto, ma uno sguardo più attento al documento finale della strategia rivela cambiamenti silenziosi e mai annunciati agli obiettivi principali della Vision. Dietro la scenografia trionfale, infatti, si nascondono revisioni sostanziali che ridisegnano le ambizioni economiche e sociali di Malta per i prossimi 25 anni.

Tra le modifiche più significative spiccano quelle relative ai parametri con cui il governo intende misurare il successo complessivo della strategia.

L’obiettivo di crescita del PIL è stato rivisto al ribasso: ora si punta a un aumento annuo del 4%, rispetto al 5% indicato quando la strategia era stata inizialmente aperta alla consultazione pubblica.

In termini reali, ciò significa che i decisori politici prevedono che entro il 2035 l’economia maltese genererà circa 400 milioni di euro in meno rispetto alle stime precedenti.

Se l’ambizione economica rallenta, quella sociale accelera.

In precedenza, i responsabili politici avevano dichiarato di voler portare Malta tra i primi 10 Paesi dell’UE per soddisfazione complessiva della vita entro il 2035. Ora l’obiettivo è ancora più audace: entrare tra i primi otto entro il prossimo decennio e salire fino ai primi cinque in Europa entro il 2050.

Resta invariato l’obiettivo originale di raggiungere entro il 2050 il 135% del reddito disponibile mediano dell’UE, ma viene introdotto un traguardo intermedio: arrivare al 115% entro il 2035.

Attualmente, il reddito disponibile mediano di Malta si attesta intorno al 95% della mediana dell’UE.

Nel complesso, questi cambiamenti suggeriscono che il governo ritiene che la qualità della vita e la distribuzione della ricchezza miglioreranno più rapidamente rispetto alle previsioni iniziali, anche se la crescita complessiva del PIL sarà più lenta.

Le modifiche sarebbero state introdotte a seguito di consultazioni con diverse parti interessate, tra cui partner economici e sociali all’interno dell’MCESD e l’Opposizione.

Un’analisi più approfondita del documento Vision 2050, lungo 220 pagine, rivela ulteriori ritocchi rispetto al piano originario.

Il testo finale specifica in modo esplicito che la visione al 2050 si applica a tutti coloro che “vivono, lavorano o studiano” a Malta – e non soltanto ai titolari di passaporto maltese.

In un chiaro riconoscimento della dipendenza di Malta da una forza lavoro non maltese, un pilastro inizialmente intitolato “Accessible citizen-centred services” è stato ribattezzato “Accessible people-centred services”.

Il piano istituisce ora anche un ufficio dedicato alla gestione dei progetti, incaricato di coordinare l’attuazione della strategia, direttamente sotto la supervisione dell’Office of the Prime Minister.

Questo nuovo ufficio si aggiunge a una struttura burocratica già articolata: Vision 2050 prevede ora una guida amministrativa nel segretario permanente Ronald Mizzi, un coordinatore politico nel capo di gabinetto dell’OPM Mark Mallia, un comitato direttivo con funzioni simili a un consiglio di amministrazione e un project management office focalizzato sul coordinamento.

Un’altra novità è l’introduzione di quelli che la strategia Vision 2050 definisce “Bus Stops”: momenti distribuiti lungo l’arco dei 25 anni della strategia in cui i decisori politici dovranno valutare i progressi e riesaminare gli obiettivi originari.

Tuttavia, il documento non indica esplicitamente quando si terranno queste valutazioni “bus stop”, e gli scettici potrebbero sostenere che ciò consenta al governo di “fermare l’autobus” quando politicamente più conveniente, nel caso in cui un obiettivo non venga raggiunto o venga modificato.

Gli obiettivi, o Key Performance Indicators (KPI), sono numerosi e prevedono traguardi iniziali fissati già per il 2025.

Si va dall’aumento delle rotte di collegamento a lungo raggio alla drastica riduzione dei rifiuti destinati alla discarica, dall’incremento del tasso di fertilità al significativo abbattimento dei tempi di attesa per procedure mediche non urgenti.

I progressi verso questi KPI possono essere monitorati sul sito maltavision.mt, creato per mettere in evidenza la strategia Vision 2050 e i suoi obiettivi.

Non tutte le promesse, però, sono misurabili.

I “progetti faro” annunciati nel documento, come la rigenerazione del Grand Harbour o la realizzazione di una pista d’atterraggio a Gozo, non sono accompagnati da KPI definiti né da scadenze precise.

Ai lettori non viene fornita alcuna indicazione su quando tali progetti inizieranno o termineranno, né sui costi previsti. Quella che viene considerata la più grande promessa infrastrutturale nella storia di Malta – lo sviluppo di un sistema di trasporto di massa – riporta “TBA” [da annunciare] al posto del relativo KPI.

Inoltre, l’impegno, particolarmente accattivante, di introdurre 150 “nuovi o rigenerati spazi verdi aperti” è anch’esso poco definito e potrebbe, in teoria, consentire al governo di riqualificare un piccolo giardino esistente e presentarlo come un nuovo spazio verde.

Nonostante questi punti interrogativi, la strategia ha ricevuto un’accoglienza generalmente positiva da parte di vari stakeholder.

Il leader dell’Opposizione Alex Borg, presente alla cerimonia di apertura di venerdì, ha scritto sui social media di volere che entro il 2050 Malta sia un Paese “costruito sul coraggio, sulla sostenibilità e sulla giustizia sociale.”

Anche la Malta Chamber of SMEs ha dichiarato di accogliere con favore la strategia e di attendere con interesse la possibilità di contribuire alla sua realizzazione.

Foto: Matthew Mirabelli

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