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Malta

Malta operai sotto il sole mentre i cavalli riposano

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Albert Tanti è un veterano dell’edilizia, con quasi quarant’anni di esperienza nel settore. Ma oggi, denuncia con rabbia un paradosso che ha dell’incredibile: gli animali, dice, sono trattati meglio degli operai. “I cavalli non possono lavorare nelle ore più calde. E noi? Noi siamo costretti a farlo, sotto un sole cocente, con il ministero della Salute che ci manda SMS per dirci di restare all’ombra. È una follia”, sbotta Tanti, esasperato.

Una follia regolata, secondo lui, da norme troppo rigide imposte da Transport Malta, che impediscono di chiudere le strade prima delle 9:30 del mattino. Questo obbliga centinaia di operai a lavorare nelle ore più torride della giornata. “Un’autorità ci dice di evitare il sole, un’altra ci costringe a starci dentro”, accusa Tanti.

L’Associazione dei Costruttori e degli Imprenditori (ABK) è al suo fianco e condivide le sue preoccupazioni. “Non pretendiamo di chiudere le arterie principali nell’ora di punta”, afferma un portavoce dell’associazione, “ma le regole per le strade secondarie e residenziali sono eccessive e mettono in pericolo la salute degli operai.”

Secondo le attuali disposizioni, i lavori in cantiere possono iniziare dalle 7 del mattino, ma ogni intervento che comporti la chiusura di una strada deve attendere le 9:30. Per chi, come Tanti, lavora in una strada troppo stretta per consentire il passaggio di camion e auto contemporaneamente, questo significa dover fermare tutto fino a quell’ora.

“Non possiamo scaricare mattoni e cemento dai camion mentre le auto ci passano accanto”, spiega. “Così iniziamo tardi e ci ritroviamo a lavorare sotto il sole a picco.”

Transport Malta, però, non ha intenzione di cambiare rotta. In risposta alle critiche, un portavoce dell’ente ha difeso la politica attuale, sostenendo che il divieto di chiusura prima delle 9:30 è fondamentale per ridurre il traffico nelle ore di punta. “Chiudere le strade residenziali prima di quell’orario significherebbe creare gravi disagi alla viabilità e ostacolare l’accesso dei mezzi di emergenza”, ha dichiarato.

Ha comunque precisato che l’autorità è disposta a valutare eccezioni caso per caso. “In zone dove la chiusura non interferisce con scuole o flussi di traffico, possiamo rilasciare permessi anticipati”, ha detto, aggiungendo che “dove possibile, cerchiamo di agevolare i lavori con permessi temporanei, chiusure a fasi o coordinamento con i comuni per bilanciare le esigenze della comunità e la sicurezza dei lavoratori.”

Ma per Tanti e l’associazione di categoria, tutto ciò è insufficiente. Spiegano che tra permessi, montaggio delle strutture e scarico materiali, spesso l’attività vera e propria non inizia prima delle 11:00 – esattamente nelle ore più calde. E posticipare l’orario di fine lavoro non è una soluzione, perché significherebbe lavorare di notte e disturbare i residenti.

“Se ci permettessero di chiudere le strade secondarie alle 7:00, finiremmo prima e sarebbe meglio anche per i vicini”, conclude Tanti. “E comunque, anche con un permesso anticipato, non potremmo iniziare il lavoro prima delle 8:00, lasciando il tempo ai pendolari di uscire da casa in tranquillità.”

Foto: [Antoine Farrugia Lauri / Archivio Times of Malta]

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