Milioni di unità di energia pulita andate in fumo tra impianti mai collegati, pannelli guasti e anni di incuria: nelle scuole di Gozo sarebbe esploso un clamoroso spreco energetico che, secondo il PN, avrebbe privato gli istituti del 73% dell’energia verde che avrebbero dovuto produrre nell’ultimo decennio.
Un’accusa pesantissima che punta il dito contro il governo e che, secondo il deputato PN Mark Anthony Sammut, rappresenta “uno scandalo che dimostra l’incompetenza e la totale mancanza di credibilità del governo sulle energie rinnovabili”. Il caso riguarda pannelli solari installati nelle scuole di Gozo che, in molti casi, non sarebbero mai stati collegati alla rete elettrica oppure sarebbero stati lasciati deteriorarsi senza manutenzione.
Durante una conferenza stampa tenutasi giovedì pomeriggio, Sammut ha dichiarato che i pannelli installati negli ultimi dieci anni hanno prodotto solo una minima parte dell’energia che avrebbero dovuto generare.
Secondo il deputato, le scuole di Gozo avrebbero perso complessivamente il 73% dell’energia pulita che avrebbero potuto produrre nell’arco dell’ultimo decennio.
Sammut ha spiegato che la cifra emerge dai calcoli effettuati dal PN sulla base della risposta a un’interrogazione parlamentare.
All’epoca, il deputato PN Ryan Callus aveva chiesto al ministro per Gozo Clint Camilleri di fornire un elenco delle installazioni di pannelli solari nelle scuole gozitaine.
Nella sua risposta, Camilleri aveva indicato 13 scuole di Gozo dove i pannelli solari erano stati installati dieci anni prima, riportando anche la quantità di energia prodotta da ciascun istituto.
Sammut ha affermato che il PN ha successivamente condotto un’analisi per confrontare la quantità di energia verde che ogni scuola avrebbe dovuto produrre nello stesso periodo, ottenendo risultati definiti “difficili da credere”.
Nel complesso, secondo Sammut, le scuole avrebbero generato in media soltanto il 27% dell’energia prevista, perdendo così il 73% dell’energia verde, pari a 6,6 milioni di unità di elettricità.
Alcune scuole, come le primarie di Għarb e Xagħra, avrebbero prodotto appena l’8% dell’energia attesa, mentre altre avrebbero perso ben oltre due terzi della loro produzione di energia pulita.
Approfondendo la vicenda, il PN avrebbe scoperto che “alcuni di questi sistemi non sono mai stati nemmeno collegati alla rete”, ha dichiarato Sammut.
Altri impianti, invece, avrebbero subito danni nel corso degli anni senza mai essere riparati, nonostante le segnalazioni inviate alle autorità competenti, ha aggiunto.
“Questo riguarda solo Gozo. Sono convinto che sia soltanto la punta dell’iceberg”, ha dichiarato Sammut, sostenendo che il problema sarebbe molto più esteso.
“Ho informazioni secondo cui la scuola di Siġġiewi avrebbe pannelli solari guasti da anni”, ha aggiunto.
‘Che fine hanno fatto i 60 milioni di euro in crediti di carbonio persi?’
Sammut ha inoltre chiesto spiegazioni sui 60 milioni di euro in crediti di carbonio persi da Enemalta.
Lo scorso novembre, Times of Malta aveva riferito che Enemalta era coinvolta in una battaglia legale per recuperare circa 60 milioni di euro in crediti di carbonio da un trader svizzero.
Sammut ha dichiarato che il partito aveva mantenuto il silenzio sulla questione “nell’interesse nazionale”, dopo le rassicurazioni ricevute dal ministro dell’Energia Miriam Dalli e da Enemalta sul fatto che si stesse lavorando per recuperarli.
“Sono ormai passati nove mesi da quando è emersa la vicenda”, ha dichiarato Sammut giovedì.
“Devono dirci se ci sono stati progressi su questa questione”.
Alla conferenza stampa è intervenuta anche la deputata PN Rebekah Borg, che ha ribadito le proposte del partito per ridurre del 30% le bollette energetiche.
Nel frattempo, la deputata PN Eve Borg Bonello ha affermato che il fallimento del governo sulle infrastrutture verdi riflette la sua incompetenza nel settore.
Foto: Matthew Mirabelli