Alcuni dei pacchetti di cocaina rinvenuti dalla polizia riportavano etichette con il logo Ferrari.
Un uomo accusato di aver trasportato cocaina per un valore di 9 milioni di euro ha raccontato alla polizia di aver compiuto il viaggio da Malta a Gozo per ben tre volte, in attesa di ricevere un compenso di 3.000 euro.
Questo è quanto emerso martedì pomeriggio davanti al Tribunale dei Magistrati di Gozo, quando l’ispettore di polizia John Leigh Howard ha deposto contro Nenad Kovacic, 45 anni, cittadino croato residente a Xagħra, accusato di associazione per traffico di droga e detenzione aggravata di cocaina.
L’uomo è inoltre imputato di aver guidato senza patente né copertura assicurativa.
Kovacic era stato arrestato la settimana precedente, dopo che la polizia aveva rinvenuto a Gozo un ingente quantitativo di cocaina dal valore stimato di 9 milioni di euro.
Howard ha spiegato che gli agenti avevano fermato una Toyota Rav4 guidata da Kovacic. Dopo avergli letto i diritti, gli ufficiali hanno perquisito il veicolo trovando 18 chilogrammi di cocaina.
Quando gli è stato comunicato che sarebbe stata eseguita una perquisizione anche nella sua abitazione, Kovacic ha riferito di accusare forti dolori al petto. È stato quindi trasportato d’urgenza in ospedale, mentre la polizia ha disposto un agente di guardia all’esterno della casa per impedire che chiunque potesse entrare o uscire.
All’interno dell’abitazione gli agenti hanno trovato il proprietario, William Agius. Una prima ispezione ha mostrato che la casa era stata messa a soqquadro. Durante la perquisizione, condotta alla presenza del proprietario, sono stati rinvenuti altri 52 panetti di cocaina nascosti in buste della spesa.
In tribunale è emerso che a Kovacic erano stati impiantati due stent cardiaci.
È inoltre risultato che il veicolo usato dall’imputato apparteneva ad Alexander Vujkovic, fratello del cittadino serbo Nikola Vujkovic, coinvolto in una lite avvenuta nel 2022 in un noto lido di Gżira. L’arresto di Nikola aveva fatto il giro dei social, dopo che il video dell’episodio era stato condiviso migliaia di volte.
Nella sua dichiarazione alla polizia, Kovacic ha ammesso di essere il responsabile della droga trovata sia nel veicolo che nell’abitazione, spiegando di aver compiuto quel tragitto per tre volte e di aspettarsi un pagamento di 3.000 euro.
Durante il controinterrogatorio, gli avvocati difensori Franco Debono e Nicholas Mifsud hanno insistito per ottenere maggiori dettagli sull’arresto.
È emerso che l’imputato era stato fermato alle 15:15, ma il medico era stato chiamato solo quasi tre ore dopo.
Howard ha precisato che la segnalazione anonima riguardava il veicolo, non il conducente o l’imputato.
La difesa ha inoltre chiesto se Kovacic fosse stato dichiarato idoneo a essere interrogato, considerando che aveva subito un intervento chirurgico. L’ispettore ha risposto che, una volta dimesso, la polizia lo aveva regolarmente interrogato.
L’avvocato Mifsud ha chiesto se il suo assistito fosse presente al momento del sequestro da parte della squadra della scientifica; è emerso che in quel momento Kovacic si trovava ancora in ospedale.
Howard ha aggiunto che all’interno della casa gli armadi erano stati trovati aperti e l’ambiente in disordine, ma non completamente svuotato. La difesa ha poi chiesto se la polizia avesse visionato le immagini delle telecamere di sicurezza poste all’ingresso dell’abitazione, per capire cosa fosse accaduto prima del loro arrivo.
Il procedimento è stato presieduto dal magistrato Jean Paul Grech.
L’avvocato dell’Avvocatura Generale Godwin Cini ha rappresentato l’accusa, assistito dagli ispettori di polizia John Leigh Howard e Alfredo Mangion.
Gli avvocati Franco Debono e Nicholas Mifsud hanno assistito l’imputato.
Foto: Malta Police Force