La performance “Fuq L-Art” di Keit Bonnici prevedeva il rivestimento con bolle d’aria di una delle iconiche cabine telefoniche di La Valletta, lunedì scorso, nell’ambito della Maltabiennale.art. Foto: Matteo Mirabelli
Lunedì mattina una delle iconiche cabine telefoniche rosse di La Valletta è stata avvolta in bolle d’aria e legata saldamente, come parte di un’installazione artistica.
Mentre gli avventori dei caffè di Piazza della Repubblica sorseggiavano caffè e mangiavano pastizzi, l’artista Keit Bonnici ha posizionato protezioni angolari in legno, pluriball e cinghie a cricchetto intorno alla cabina telefonica protetta di grado 1 situata vicino al Café Cordina.
Dopo averla fissata saldamente, Bonnici ha applicato un adesivo giallo brillante con i dettagli della cabina telefonica. L’adesivo recitava “Origine: Regno Unito”, ma è rimasto vuoto alla voce “Destinazione”.
Gli artisti al lavoro. Video: Giulia Magri
Prima che Bonnici avvolgesse la cabina, l’artista francese Niels Plotard l’ha lavata e strofinata a mano, in vista della sua trasformazione.
Intitolata “Fuq L-Art“, la performance e l’installazione sono frutto dell’ingegno di Bonnici e Plotard. Il duo l’ha realizzata nell’ambito della Maltabiennale.art, che si aprirà questa settimana, il 13 marzo, e durerà fino al 31 maggio.
L’opera cerca di far riflettere sul significato delle cabine nel patrimonio maltese e negli spazi pubblici.
Progettate da Sir Gilbert Scott per commemorare il Giubileo d’argento dell’incoronazione di Re Giorgio V nel 1935, le cabine svolgono oggi un ruolo puramente simbolico, fungendo da supporto fotografico per i turisti o da punto d’incontro per gli abitanti del luogo.
Keit Bonnici esegue “Fuq L-Art” lunedì. Foto: Matteo Mirabelli
L’installazione della cabina telefonica si trova a pochi passi da dello scultore Austin Camilleri, un’altra installazione presentata nei giorni scorsi nell’ambito della prossima Biennale.
La scultura di Camilleri, che raffigura una sedia vuota, è stata installata proprio di fronte alla statua della Regina Vittoria all’esterno della Biblioteca Nazionale di Malta.
Entrambe le opere condividono temi simili di decolonizzazione e mettono in discussione il ruolo dei monumenti pubblici storici.
La decolonizzazione di Malta è uno dei temi centrali del Padiglione. Altri temi si concentrano sulla politica del Mediterraneo, sulla pirateria e sul matriarcato.
La cabina telefonica rimarrà avvolta in una bolla di sapone per tutta la durata di Maltabiennale.art, che aprirà il 13 marzo e durerà fino al 31 maggio. Foto: Matteo Mirabelli
Bonnici e Plotard ritengono che le cabine telefoniche colonizzino gli spazi fisici, mentali e sociali delle isole maltesi.
“La cabina telefonica, installata dagli inglesi sul suolo maltese, ora appartiene al pubblico, è di proprietà di un’entità privata e si trova nel regno pubblico”, recita un cartello posto lungo l’installazione.
“Come possiamo negoziare questi strati di eredità difficile? Potrebbe mai essere riconfigurata o spostata?”.
Niels Plotard esegue la sua parte di Fuq L-Art, mentre strofina e pulisce la cabina telefonica. Foto: Matteo Mirabelli
Bonnici non è nuovo a performance e installazioni controverse e stimolanti.
L’anno scorso, l’artista si è arrampicato sulle mura che separano il Parlamento da Freedom Square a La Valletta, per mettere in discussione la necessità di tali mura.
Nel 2021, Keit ha scatenato una discussione sull’opportunità di eliminare la bandiera, dopo aver disegnato una bandiera maltese che ne fosse priva.
Ha anche inviato una cartolina scritta in maltese alla Regina Elisabetta, chiedendole cosa pensasse che Malta dovesse fare con una bandiera maltese
Nel 2020 ha creato l’opera d’arte personalizzata che gli ha permesso di sorseggiare un caffè fatto in casa sul cornicione del contestatissimo spazio all’aperto di is-Suq tal-Belt.