Un discorso carico di emozione, un bilancio intenso di quattro anni di lavoro e un saluto che è anche un appello accorato: il 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, assume oggi un significato ancora più profondo per la comunità italiana a Malta. L’occasione coincide infatti con la conclusione del mandato dell’Ambasciatore d’Italia nel Paese, che lascia con un messaggio forte e chiaro: “Voi italiani a Malta siete una forza!”
Un saluto che non è solo una formalità diplomatica, ma una vera dichiarazione d’affetto e riconoscenza: “Grazie per la vicinanza, per l’attenzione dimostrata non solo verso la mia persona, ma verso le istituzioni italiane presenti sull’isola”, ha detto l’Ambasciatore, riferendosi al cosiddetto Sistema Italia – Ambasciata, Istituto di Cultura, COMITES, missione militare, Camera di Commercio Italo-Maltese – che in questi anni ha lavorato per rendere l’Italia più visibile, più influente, più presente a Malta.
“Abbiamo rafforzato la nostra presenza sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo”, ha sottolineato, evidenziando con orgoglio l’aumento del personale dell’Ambasciata tra il 30 e il 35% in soli quattro anni, una tendenza che – auspica – continuerà grazie alle nuove assunzioni presso il Ministero degli Esteri.
Questa crescita ha permesso di consolidare anche i rapporti economici: l’interscambio tra Italia e Malta è cresciuto del 30%, segno di un legame bilaterale sempre più solido e dinamico. E non solo: anche a livello politico, con numerose visite istituzionali da entrambe le parti, e culturale, con oltre 200 eventi organizzati insieme all’Istituto di Cultura, l’Italia ha saputo farsi protagonista.
Ma il punto di maggior orgoglio resta la comunità italiana stessa. “Siamo la comunità europea più numerosa a Malta”, ha dichiarato, ricordando come dal 2017 il numero degli iscritti all’AIRE sia quintuplicato. Una crescita impressionante che rende la presenza italiana una realtà concreta e influente nel tessuto sociale maltese.
Un’attenzione particolare è stata rivolta anche alla lingua italiana. “Un tempo parlata da tutti, oggi ancora diffusa, ma da valorizzare e rilanciare, soprattutto tra le nuove generazioni maltesi.” Un obiettivo possibile, ha detto, grazie alla vicinanza geografica, ai numerosi collegamenti tra Italia e Malta e al fatto che sempre più maltesi scelgono la Sicilia come seconda casa. “Il mio sogno? Che l’italiano torni ad essere la seconda lingua più parlata, e magari, un giorno, la prima lingua straniera dell’isola.”