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Attualità

Brunetta al CNEL: crescita e riforme chiave per il DPFP 2026, giudizio positivo

Il presidente del CNEL Renato Brunetta, in audizione sul DPFP 2026, parla di crescita oltre le attese ma di un sentiero stretto da allargare con le riforme e l’Europa.

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Il presidente del CNEL Renato Brunetta è intervenuto oggi in audizione presso le Commissioni Bilancio della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026 (DPFP). Brunetta ha indicato tre criteri di lettura: crescita e risanamento vanno perseguiti insieme, la flessibilità deve essere intelligente e concordata in Europa, le riforme sono decisive per il medio periodo. “Sono principi impegnativi, da verificare sulle scelte concrete. Il DPFP, pur nella sua genericità, risponde a queste esigenze, e il nostro giudizio sull’impianto è positivo”, ha dichiarato.

La crescita ha tenuto meglio del previsto

Secondo Brunetta, la sostenibilità dei conti pubblici è una chimera se non accompagnata dalla crescita, che quest’anno ha retto oltre le attese: il Documento di finanza pubblica di aprile prevedeva lo 0,6% per il 2026, mentre quest’anno si chiuderà intorno all’1%, secondo i dati del DPFP. Il ministro Giorgetti ha dichiarato pubblicamente che l’anno prossimo si rischia di perdere due decimali di crescita per effetto dell’inflazione, alimentata soprattutto da offerta ed energia mentre la domanda in Italia e in Europa cresce debolmente. Per Brunetta la BCE deve evitare un eccesso di restrizione, che riduce potenziale e produttività, definita “l’arma più potente contro l’inflazione”.

Flessibilità da concordare in Europa

Brunetta ha definito il nuovo Patto di stabilità e crescita più intelligente del precedente, perché “sartoriale” e concordato Paese per Paese, anche se la traiettoria, disegnata nel 2024, va ora interpretata e non applicata in modo automatico. Una flessibilità decisa a livello nazionale, ha avvertito, rischia di non essere capita dai mercati e di produrre più danni che benefici. Ha quindi distinto due flessibilità: quella nazionale, legata alla clausola di salvaguardia per sicurezza ed energia, che vale circa 28 miliardi nei due anni e su cui il Parlamento si appresta a votare lo scostamento.

Le riforme e il ruolo del PNRR

Per Brunetta le riforme sono la leva che alza la crescita in modo strutturale e duraturo: il PNRR, con il Piano strutturale di bilancio di medio termine che lo prosegue, porterebbe il PIL più in alto del 6,6% nel 2031 in livello cumulato dal 2021, con due terzi dell’effetto derivanti dalle riforme. Ha paragonato i bonus a un “fuoco di paglia” che fa luce ma non calore, mentre PNRR e investimenti sono un “fuoco che scalda”; il 2027, ha precisato, non sarà un anno senza PNRR, perché resteranno gli strumenti finanziari e le code del Piano.

Il futuro passa dall’Europa

Brunetta ha indicato nell’attuazione dei rapporti di Mario Draghi e Enrico Letta la via per il futuro, con il finanziamento comune dei beni pubblici europei, l’unione del risparmio e degli investimenti e un vero mercato unico dell’energia. Ha richiamato l’allargamento ai Balcani occidentali, all’Ucraina e alla Moldavia e la ricomposizione dei rapporti con il Regno Unito: con gli otto Paesi dell’allargamento l’Unione passerebbe da 27 a 35 membri, guadagnando quasi 50 milioni di cittadini (500 milioni complessivi) e circa 370 miliardi di PIL, il 2% in più, arrivando a circa 19.000 miliardi di euro. Con il Regno Unito, da 27 a 36 Paesi, la popolazione salirebbe di oltre un quarto a quasi 570 milioni, e il PIL di un quinto a circa 22.700 miliardi di euro.

Brunetta ha concluso definendo quello attuale un “sentiero stretto”, ristretto ancora di più dal disordine globale, e ha indicato nell’allargamento di questo sentiero il compito della nuova Unione europea, per passare dal disordine globale a un’UE come fattore di stabilità e crescita per il mondo.

Fonte: https://www.cnel.it/comunicazione-e-stampa/notizie/news/detail/2026/10/12/audizione-del-presidente-del-cnel-sul-documento-programmatico-di-finanza-pubblica-2026

Credit foto di copertina: CNEL

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