Si è tenuta oggi, nella sala Meuccio Ruini del CNEL, la presentazione del rapporto annuale “L’Atlante della Fame in Italia”, realizzato in collaborazione con Ipsos e da un’organizzazione umanitaria internazionale attiva in più di 50 paesi.
I lavori sono stati aperti dal segretario generale Massimiliano Monnanni, che ha richiamato il ruolo e l’impegno del Consiglio in materia di politiche sociali. Ha evidenziato l’esigenza di affiancare alle attività di analisi e studio della povertà un monitoraggio mirato sulla gestione delle eccedenze alimentari nella ristorazione, nel commercio e a livello industriale, percorso al quale vanno coinvolte tutte le forze economiche e sociali rappresentate al CNEL, in stretta sinergia con il volontariato.
«Sappiamo che la questione delle eccedenze alimentari ha sempre avuto una grande attenzione da parte del Terzo Settore. Credo che sia necessario anche valutare possibili interventi normativi, perché ci rendiamo conto che la gestione del sistema delle eccedenze pone una serie di problemi soprattutto ai piccoli esercizi commerciali. Da questo punto di vista il CNEL è assolutamente disponibile».
Una lettura strutturale del fenomeno parte dal dato sui minori: in Italia circa 1,3 milioni di bambini vivono in povertà assoluta, una soglia rimasta stabilmente sopra il milione negli ultimi anni. La famiglia agisce da ammortizzatore e fattore protettivo verso i più piccoli, spesso a prezzo di pesanti rinunce da parte degli adulti, in primis delle madri, ma si trasforma in cinghia di trasmissione del disagio in assenza di redditi stabili.
La consigliera ha posto l’accento sulla povertà alimentare, che «non è un problema di disponibilità del cibo», bensì di fallimento nei diritti di accesso, aggravato dalla caduta del potere d’acquisto e dai limiti di misure di welfare ancora troppo categoriali.
Infine, l’invito a stimare i costi sanitari della malnutrizione infantile e a considerare la spesa sociale come un investimento.
Il rapporto, arrivato alla seconda edizione, traccia il quadro della povertà alimentare in Italia e presenta i risultati di un’indagine sui nuclei domestici con figli in difficoltà a Milano, Napoli e Bari. L’indagine analizza gli ostacoli che impediscono a queste famiglie di uscire dalla loro condizione, con un’attenzione particolare alle politiche di welfare e alla difficoltà di conciliare lavoro e vita privata.
Foto: CNEL
Fonte: https://www.cnel.it/comunicazione-e-stampa/notizie/news/detail/2026/10/21/al-cnel-la-presentazione-del-rapporto–l-atlante-della-fame-in-italia