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Professor Stabile: “La scienza non ha confini”. Italia e Malta alleate contro i terremoti

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Una partnership internazionale potrebbe rivoluzionare la comprensione dei terremoti nel Mediterraneo. In occasione del decimo anniversario del Dipartimento di Geoscienza dell’Università di Malta, il Professor Stabile del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano ha rilasciato un’intervista esclusiva a Xjenza Malta, raccontando i retroscena di una collaborazione destinata a lasciare il segno.


“Le collaborazioni internazionali sono la chiave per superare i limiti della ricerca,” afferma Stabile con entusiasmo. E non è un’affermazione di circostanza: il progetto con Malta nasce da una precisa volontà di unire competenze diverse per affrontare sfide complesse. L’obiettivo è ambizioso: sviluppare nuove metodologie per studiare i terremoti, non solo in ambito urbano ma anche offshore, dove il rischio sismico è ancora poco esplorato.


Un primo progetto bilaterale è già in fase di revisione, e potrebbe essere il punto di partenza di un’alleanza scientifica sempre più solida. “Io guiderò le attività per il CNR, mentre il mio collega, il Professor Sebastiano D’Amico, sarà il referente per l’Università di Malta. Questo è solo il primo passo: vogliamo rafforzare la collaborazione anche a livello europeo, accedendo a fondi della Comunità Europea per progetti ancora più grandi,” spiega Stabile.

La scienza che unisce
Dietro questa cooperazione, c’è un’idea chiara: la scienza come ponte tra Paesi. Malta, con la sua posizione strategica e le sue caratteristiche geologiche uniche, è un laboratorio naturale per la geosismologia. L’Italia, con l’esperienza e le risorse del CNR, mette sul tavolo tecnologie avanzate e decenni di ricerca.
“Insieme possiamo affrontare i problemi da più prospettive,” continua Stabile. “La multidisciplinarietà è fondamentale: unire competenze diverse permette di andare oltre, di ottenere risultati che da soli sarebbero impensabili.”
Uno sguardo al futuro

La comunità scientifica guarda con interesse a questa iniziativa. I risultati attesi non riguardano solo il mondo accademico, ma potrebbero avere impatti concreti sulla prevenzione dei rischi sismici in tutto il Mediterraneo. Dalle città costiere ai fondali marini, l’obiettivo è chiaro: prevedere, capire e proteggere.
questa alleanza tra Italia e Malta si candida a diventare un modello di collaborazione scientifica internazionale, capace di affrontare le grandi sfide del nostro tempo.