Federico Tozzi, direttore esecutivo della Italy-America Chamber of Commerce di New York, minimizza l’impatto delle politiche doganali statunitensi: “Misure temporanee, il mercato USA resta strategico per le imprese italiane”
In un momento di crescente incertezza nei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea, con l’introduzione di nuovi dazi doganali che rischiano di compromettere la competitività dell’export italiano, alla 34esima Convention mondiale delle camere di commercio italiane all’estero, arriva un messaggio di fiducia da una delle figure chiave del commercio transatlantico. Federico Tozzi, Chief Executive Officer della Italy-America Chamber of Commerce di New York, rassicura: “Non si tratta di un cambiamento strutturale. Le imprese italiane possono continuare a operare con successo sul mercato americano”.
Tozzi ha spiegato come l’attuale scenario vada interpretato con razionalità e lungimiranza: “Non consideriamo i dazi un elemento permanente nei rapporti tra i governi di Italia e Stati Uniti. Finora abbiamo già osservato una riduzione delle tariffe, scese al 10% in molti comparti rispetto ai livelli iniziali, ben più elevati”.
Secondo Tozzi, l’impatto sulle imprese italiane varierà a seconda del settore. Se l’automotive è tra i comparti che potrebbero subire ripercussioni nel lungo termine, altre filiere – in particolare quella del food & beverage – possono contare su una rete distributiva americana sufficientemente solida da assorbire eventuali aumenti di costo: “Il sistema di vendita statunitense consente di mantenere l’efficienza e la competitività anche in presenza di dazi moderati”.
Lo scenario tracciato da Tozzi lascia intravedere una possibile stabilizzazione: “Auspichiamo che, attraverso il dialogo e nuovi accordi bilaterali, si possa ristabilire un equilibrio duraturo. La relazione economica tra i nostri Paesi resta strategica e va rafforzata, non ostacolata”.
Un invito, dunque, alla resilienza e alla visione di lungo periodo per gli imprenditori italiani che operano o desiderano espandersi negli Stati Uniti. “Questa fase passerà. E le imprese italiane, grazie alla qualità e alla reputazione che le contraddistinguono, continueranno a prosperare anche nel mercato americano”, conclude Tozzi.