Un progetto rivoluzionario, destinato a cambiare il destino di milioni di persone, promette di smascherare in anticipo malattie devastanti come l’Alzheimer. Grazie a tecnologie all’avanguardia, capaci di cogliere anche i più impercettibili movimenti del corpo umano, il progetto VERA si presenta come una svolta epocale nella lotta contro le condizioni neurodegenerative.
Finanziato dall’Unione Europea, VERA combina intelligenza artificiale, realtà virtuale e sensori indossabili per individuare segnali precoci che finora sfuggivano anche agli occhi più esperti. Un’innovazione che potrebbe anticipare la diagnosi e offrire nuove speranze a pazienti e famiglie, spesso travolti da un peso emotivo ed economico enorme.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Malta e la Sicilia, con l’obiettivo di affrontare le sfide sempre più urgenti legate all’invecchiamento della popolazione.
Il Ministro della Salute Jo Etienne Abela ha sottolineato come la demenza abbia un impatto devastante non solo sui pazienti, ma anche sulle loro famiglie, che spesso si fanno carico di gran parte dei costi e delle responsabilità assistenziali.
Secondo Abela, il progetto “ha il potenziale di migliorare significativamente la qualità della vita degli anziani e dei loro assistenti, consentendo interventi più precoci ed efficaci”.
Il Ministro dei Fondi Europei Stefan Zrinzo Azzopardi ha evidenziato che l’uso delle tecnologie emergenti nel settore sanitario sta portando a una comprensione più profonda di alcune patologie, aumentando al contempo l’efficacia delle cure.
Il sottosegretario per l’Invecchiamento Attivo, Malcolm Paul Agius Galea, ha dichiarato che grazie a sensori e intelligenza artificiale “stiamo continuando a rafforzare la diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e a fornire cure più efficaci e personalizzate”.
Ha inoltre aggiunto che iniziative come il progetto VERA dimostrano quanto la collaborazione internazionale sia cruciale per affrontare le sfide sanitarie, “soprattutto in un ambito delicato come quello dell’invecchiamento attivo”.
Il progetto è sostenuto dalla cooperazione tra il Ministero della Salute, University of Malta, University of Kore (Enna), il CNR Parma e la University of Palermo.
La University of Malta guida attualmente un’importante attività di raccolta dati legata al progetto.
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