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Tecnologia

Malta iGaming: lezioni dai Paesi nordici sull’identità digitale

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Circa il 90% delle persone che vivono nelle regioni nordiche utilizza gli ID elettronici per il banking, oltre che per la comunicazione digitale e i servizi governativi.

iGaming è un pilastro dell’economia di Malta da venticinque anni. Ha generato un considerevole valore aggiunto lordo nel Paese, sostenendo in modo sostanziale il settore occupazionale e impiegando fino a diciottomila persone secondo le stime che includono i ruoli indiretti. Anche se qualcuno potrebbe pensare che questo settore sia in declino negli ultimi anni, soprattutto a causa dell’ascesa di giurisdizioni come Anjouan e Mwali, i dati non supportano tali affermazioni. Pur non essendo il GVA ai livelli dei picchi del 2021-2022, e nonostante il numero di aziende sia diminuito, il comparto nel suo complesso sta bene.

Detto ciò, permangono i timori che Malta, colpita dall’evoluzione della normativa UE, non riesca a mantenere il suo appeal per gli operatori a causa dell’adozione di rigide norme di tutela dei consumatori. Si tratta di qualcosa già presente nei principali mercati europei, compresi quelli della regione nordica del Vecchio Continente, considerati leader nelle infrastrutture di identità digitale. I casinò a registrazione rapida sono stati inaugurati proprio in queste nazioni – pikakasinot in finlandese – e utilizzano il sistema eID Pay N Play basato su Trustly.

Ciò non dovrebbe sorprendere chi conosce il sofisticato sistema bancario di Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia e le soluzioni offerte dagli istituti finanziari di questi Paesi. Si stima che oltre il 90% delle persone che vivono in queste regioni nordiche utilizzi ID elettronici per il banking, la comunicazione digitale e i servizi governativi, con la Svezia in testa in questo ambito. Secondo le statistiche di BankID, il principale fornitore di eID svedese, il 99,9% dei cittadini di età compresa tra i 18 e i 67 anni possiede il suo identificatore elettronico. Ciò dimostra quanto siano evoluti e moderni gli ecosistemi di pagamento nordici, e di seguito esaminiamo come un panorama analogo a Malta possa giovare al suo settore iGaming.

L’ecosistema di identità digitale nordico

Le soluzioni di identificazione elettronica non sono una tecnologia nuova, né sono state adottate di recente dal settore bancario. Si basano su sistemi di autenticazione informatica apparsi per la prima volta all’inizio degli anni ’60, in luoghi come il MIT. Gli anni ’70 e ’80 hanno portato la crittografia a chiave pubblica, mentre gli anni ’90 hanno introdotto le certificazioni digitali e le firme elettroniche. Queste ultime sono state fondamentali per lo sviluppo dell’online banking, poiché la normativa UE le richiedeva, equiparandole a quelle autografe.

Questi sistemi eID sono convenienti perché operano attraverso più servizi, facilitando la rapida verifica dell’identità, garantendo elevata protezione dalle frodi/sicurezza e riducendo gli attriti. Consentono alle persone di dimostrare rapidamente e in modo sicuro la propria identità online.

La Finlandia è stata la prima nazione a implementare una soluzione di ID elettronico, alla fine del 1999, sulla scia della legislazione UE che imponeva le firme elettroniche per il banking. Il suo FINeID è stato un passo rivoluzionario nella modernizzazione dell’infrastruttura di identificazione finlandese, e funzionava tramite autenticazione a chip e firme digitali. L’Italia ha seguito l’esempio due anni dopo, e poi l’Estonia ha iniziato a sviluppare la propria società digitale basata sull’eID.

La Svezia è arrivata un po’ in ritardo, poiché ha lanciato BankID nel 2003, grazie alla fondazione l’anno precedente di Finansiell ID-Teknik BID AB, un consorzio creato dalle principali banche nazionali. Questo sistema è stato aggiornato un paio d’anni dopo con l’inclusione delle smart card, e all’inizio degli anni 2010 è stata aggiunta l’app Mobile BankID. Quest’ultima è uno dei primi sistemi eID su scala nazionale guidati da banche al mondo. La Norvegia ha lanciato la sua versione di BankID nel 2004, mentre il MitID danese è stato introdotto nel 2021, sostituendo NemID, disponibile da luglio 2010.

Questi sistemi nordici hanno avuto tutti successo perché sono stati costruiti su solide partnership pubblico-private, in particolare con le banche, e possono essere utilizzati sia per servizi privati sia pubblici.

Le chiavi del successo per le identità digitali

Senza dubbio, l’interazione tra tecnologia e governance è il fattore principale che determina il successo o il fallimento di questi sistemi. Naturalmente, devono anche avere una buona base tecnologica, offrendo un’esperienza utente intuitiva che costruisca fiducia grazie all’integrazione di solide funzionalità di sicurezza.

Le banche hanno contribuito enormemente alla diffusione degli eID nei Paesi nordici perché le persone che vivono in queste regioni dipendono da queste istituzioni, che ne hanno guadagnato la fiducia, e i residenti si sentono a proprio agio nell’affidare loro il proprio denaro. Quando BankID ha debuttato in Svezia, gli svedesi lo hanno accettato immediatamente perché non avevano motivo di dubitare della sua legittimità, dato che tutte le principali banche lo hanno adottato subito. Il loro sostegno ne ha conferito una credibilità intrinseca, cosa che accadrebbe anche a Malta, poiché anche qui le banche hanno dedicato decenni allo sviluppo di infrastrutture di autenticazione e sistemi di monitoraggio per la tutela dei fondi dei clienti.

Inoltre, le banche hanno una motivazione economica a prevenire le frodi. Le transazioni non sicure danneggiano i loro profitti e il furto di identità può costare loro milioni, se non miliardi, in un solo anno finanziario. Le identità digitali riducono la probabilità che ciò accada, e le banche possono integrare rapidamente i cittadini nei sistemi di identità digitale.

L’adozione segue l’utilità: se l’accesso all’assistenza sanitaria e l’uso di altri servizi essenziali vengono immediatamente legati all’uso obbligatorio dei sistemi eID, ciò porterà a un’adozione rapida. Va da sé che questi sistemi possono funzionare solo se offrono un buon equilibrio tra sicurezza e attriti, con un’accettazione multi-organizzativa.

Principali lezioni sull’identità digitale per Malta

Per l’intrattenimento del gioco, il sistema Pay N Play basato su Trustly è stato un vero punto di svolta in Svezia. Ha permesso agli scommettitori svedesi di evitare complicate procedure di registrazione e di iscriversi ai siti di gioco d’azzardo utilizzando il loro BankID, che completava anche automaticamente il processo KYC al momento della creazione dell’account. Questo ha risparmiato ai giocatori svedesi molto tempo e fastidi inutili. Ha inoltre risparmiato agli operatori i costi che sarebbero andati a fornitori di verifica documentale come Sumsub.

Il sistema universale di auto-esclusione svedese, Spelpaus, modellato sul GamStop del Regno Unito, utilizza anch’esso BankID per impedire ai giocatori svedesi auto-esclusi di giocare su altri siti regolamentati dalla SGA.

Dato che il settore iGaming maltese è caratterizzato da operatori privati con una condivisione minima delle infrastrutture, un tale sistema di identità digitale potrebbe contribuire a ridurre le spese di verifica, consentire una migliore rilevazione delle frodi, introdurre un database di gioco responsabile a livello di settore e coordinare la rendicontazione della compliance amministrativa.

I dati mostrano che chiarezza normativa e sistemi centralizzati significano maggior controllo, e più chiaramente un settore è governato, maggiori sono le probabilità che attragga investimenti, perché tutti si sentono più sicuri.

Disclaimer: Gioca responsabilmente. I giocatori devono avere più di 18 anni. Per assistenza visita https://www.rgf.org.mt/

Fonte: Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/malta-igaming-industry-learn-nordic-approach-digital-identity-a2.1133227

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