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Economia

Malta al bivio: crescita o qualità?

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Il turismo è uno dei pilastri della nostra economia, ma la crescita basata sulla quantità ha ormai raggiunto il suo limite.

Foto d’archivio

Come presidente della Malta Chamber of Commerce, Enterprise and Industry, sento il dovere di parlare chiaro: Malta non può continuare su questa strada. Siamo arrivati a un punto in cui le crepe della nostra economia sono troppo profonde per essere ignorate.

Per troppo tempo, il nostro modello si è basato sul “di più”: più costruzioni, più lavoratori, più turisti. Sulla carta sembrava una crescita, sì… ma a quale prezzo? Oggi le nostre strade sono soffocate dal traffico, i servizi pubblici sono al collasso, il mercato immobiliare è ormai irraggiungibile per molti e il nostro ambiente si sta consumando fino a diventare irriconoscibile.

Questa non è sostenibilità. Non è il futuro che vogliamo per i nostri figli. E se non agiamo subito, la competitività, la reputazione e la qualità della vita a Malta continueranno a peggiorare.

Non abbiamo bisogno di “più”. Abbiamo bisogno di “meglio”.

Una competitività migliore: diciamolo chiaramente: le imprese corrette ed etiche vengono punite, mentre chi aggira le regole o evita le proprie responsabilità la fa franca. È inaccettabile. I controlli devono essere coerenti, equi e tempestivi. Un’economia sana si basa su condizioni uguali per tutti. Se falliamo qui, gli imprenditori onesti perdono fiducia e gli investitori stranieri guardano altrove.

Una pianificazione e una politica migliori: Malta ha bisogno di una politica industriale moderna, incentrata su settori ad alto valore aggiunto – cluster manifatturieri, aviazione, servizi finanziari, digitalizzazione. Questi sono i comparti che portano valore reale, non solo numeri. Ma ciò richiede energia affidabile, logistica efficiente e meno burocrazia. Non possiamo più rimandare decisioni cruciali sulle infrastrutture mentre i nostri porti restano poco competitivi e la rete elettrica rischia il collasso per l’aumento della domanda.

Un uso più intelligente del denaro pubblico: la spesa del governo continua a gonfiarsi, soprattutto nel settore pubblico, già sovraccarico. Tra il 2019 e il 2024, il costo salariale del settore pubblico è aumentato di quasi il 50%, senza un corrispondente aumento di produttività. Spendere di più senza diventare più efficienti non è una soluzione. È tempo di spostare l’attenzione dalla spesa ricorrente agli investimenti strutturali – progetti che rafforzino davvero la competitività e la resilienza di Malta.

Una governance migliore: forse il punto più cruciale. Senza trasparenza e responsabilità, nulla potrà funzionare. La riforma degli appalti pubblici è attesa da troppo tempo.

I contratti devono essere aperti, equi e monitorati con rigore. Liste bianche e nere per i fornitori, un registro nazionale dei contratti e piani di appalti pubblici con sei mesi di anticipo non sono un lusso, ma una necessità. La buona governance non è solo una questione etica, è una questione di competitività. Gli investitori hanno bisogno di fiducia. Senza di essa, Malta rischia di essere vista come un Paese inaffidabile.

Un turismo migliore: il turismo è un pilastro della nostra economia, ma la crescita basata solo sulla quantità ha ormai toccato il limite. Più hotel e più letti non sono la risposta. Serve un turismo di qualità – culturale, gastronomico, religioso e d’affari – capace di generare più valore con minore pressione sulle comunità e sull’ambiente. Un piano turistico nazionale chiaro, la regolamentazione degli affitti a breve termine e il reinvestimento dei contributi ecologici nei comuni locali sono passi urgenti.

Ci troviamo a un punto in cui le crepe della nostra economia sono troppo ampie per essere ignorate – William Spiteri Bailey

Una sostenibilità migliore: i nostri sussidi energetici costano ai contribuenti centinaia di milioni ogni anno, ma incentivano solo gli sprechi.

Devono essere eliminati gradualmente, sostituiti da incentivi equi per le energie rinnovabili, l’efficienza idrica e gli standard edilizi sostenibili.

Malta deve puntare alla leadership nella sostenibilità, non limitarsi a inseguire. La sostenibilità non riguarda solo l’ambiente, ma la protezione dell’economia da futuri shock.

Un investimento migliore nelle persone: il futuro di Malta dipende da competenze, innovazione e capitale umano. Dobbiamo passare da lavori a basso valore e alta intensità di manodopera a occupazioni basate sulla conoscenza e sul valore aggiunto. Ciò significa incentivi fiscali per la ricerca e sviluppo, un’istruzione STEM solida fin dai primi anni e misure per attrarre di nuovo i talenti maltesi emigrati.

Le nostre menti più brillanti devono vedere Malta non come un luogo da cui fuggire, ma come la casa dove vivere e costruire il proprio futuro.

Il messaggio della Malta Chamber è semplice: il tempo dei mezzi compromessi è finito. Per troppo tempo abbiamo rinviato decisioni difficili, preferendo soluzioni rapide e regali a breve termine. Envision 2050 ci offre un piano a lungo termine, ma senza azione rimarrà solo un documento che accumula polvere.

O prendiamo decisioni coraggiose adesso, oppure ci condanniamo alla mediocrità – un Paese dove le infrastrutture crollano, le istituzioni perdono credibilità e le imprese competono al ribasso.

La Malta Chamber lancia un appello ai decisori politici: scegliete il coraggio, non la compiacenza. Scegliete la qualità, non la quantità. Scegliete di costruire una Malta dove competitività, equità e sostenibilità non siano slogan, ma realtà.

Il futuro non aspetterà. E nemmeno noi dovremmo farlo.

Foto: [Archivio Times Of Malta]

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