venerdì, Giugno 14, 2024
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Difetti decisionali in un mondo incerto

Inquadratura: Michael Tabone, CFA Gestore senior di portafoglio presso ReAPS Asset Management Limited

Ogni giorno un adulto medio prende dalle 33.000 alle 35.000 decisioni. Fortunatamente, la maggior parte di esse è irrilevante e automatica, ma alcune possono essere più importanti e richiedono un approccio calcolato per valutare la probabilità di eventi futuri incerti. Molte decisioni si basano su convinzioni acquisite o “principi euristici”.

Nel suo libro Thinking, Fast and Slow, il professor Daniel Kahneman, uno degli architetti dell’economia comportamentale, definisce l’euristica come “una procedura semplice che aiuta a trovare risposte adeguate, anche se spesso imperfette, a domande difficili”. Possiamo pensare a queste scorciatoie mentali o a strategie di regole empiriche che consentono alle persone di risolvere i problemi e di esprimere giudizi in modo rapido ed efficiente. In generale, queste euristiche sono abbastanza utili, ma a volte portano a errori significativi e prevedibili nel processo decisionale.

Alcuni esempi di euristica sono la “disponibilità”, che consiste nel prendere decisioni in base alla facilità con cui ci viene in mente qualcosa, e l'”ancoraggio”, che comporta la tendenza a farsi influenzare eccessivamente dalle prime informazioni che apprendiamo. Le euristiche possono portare a pregiudizi come l'”eccesso di fiducia”, che è la tendenza delle persone a sopravvalutare le proprie capacità in molti settori, e l'”avversione alle perdite”, che è l’idea che le persone sentano il dolore di una perdita più acutamente dell’euforia di un guadagno. L’avversione alle perdite è particolarmente evidente nel processo decisionale finanziario. Gli investitori tendono a trattenere troppo a lungo i titoli in perdita o a vendere troppo velocemente i titoli vincenti per paura di realizzare le perdite.

Un altro pregiudizio interessante è la tendenza a non tenere conto della probabilità quando si decide in condizioni di incertezza. In generale, le persone non sono brave a valutare le probabilità. Un esempio ben noto è la “fallacia del giocatore d’azzardo”: dopo aver osservato una lunga serie di rossi sulla roulette, la maggior parte delle persone crede erroneamente che sia arrivato il nero. In sostanza, si tratta di quando si crede che un risultato sia più o meno probabile in base ai risultati che si sono avuti in precedenza. La fallacia del giocatore d’azzardo è spesso chiamata anche “fallacia di Monte Carlo”, che prende il nome da uno sfortunato evento verificatosi nell’agosto del 1913 in un casinò di Monte Carlo. Durante una partita alla roulette, la pallina si posò sul nero per 26 volte di seguito. Ciò rappresenta una probabilità di uno su 66,6 milioni! I giocatori d’azzardo del casinò iniziarono a puntare massicciamente sul rosso, pensando che sarebbe seguita una lunga striscia di rosso. Persero milioni di dollari. La morale della storia è che la probabilità non ha memoria e quindi un risultato non influisce sulla probabilità del successivo evento indipendente.

Un altro esempio interessante di come le nostre intuizioni ed euristiche ci portino a prendere decisioni sbagliate è il “problema di Monty Hall”. Monty Hall era il conduttore di un game show televisivo molto popolare dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta, intitolato “Facciamo un affare”. In questo programma, a un concorrente vengono presentate tre porte. Dietro una di esse c’è una macchina nuova. Dietro le altre due ci sono delle capre. Il concorrente sceglie una porta, ad esempio la prima. Prima di aprirla, il conduttore, che sa dove si trova l’auto nuova, procede ad aprire una delle altre porte che contiene una capra, ad esempio la porta tre. Il conduttore chiede quindi al concorrente se vuole cambiare o se vuole mantenere la sua scelta iniziale. Cosa faresti?

Gli esempi precedenti illustrano che molte decisioni non sono puramente razionali e che l’emozione e l’intuizione giocano un ruolo importante nella pratica

La maggior parte dei concorrenti manterrebbe la scelta iniziale, pensando che ora ci sia una probabilità del 50/50 che l’auto sia dietro la porta scelta inizialmente. Si tratta di un’ipotesi sbagliata e la strategia corretta sarebbe quella di cambiare, con una probabilità di 2/3 di scegliere la nuova auto. La nuova informazione presentata dal conduttore non può essere ignorata e cambia le probabilità a favore del concorrente. Alcuni conoscono questo problema perché è apparso in una scena del film 21, interpretato da Kevin Spacey, ma il dilemma è diventato famoso per la prima volta nel 1990, quando l’editorialista della rivista Parade, Marilyn vos Savant, scrisse che il concorrente avrebbe dovuto fare cambio. All’epoca, la Vos Savant era nota come la donna più intelligente del mondo per essere entrata nel Guinness dei Primati con il più alto quoziente intellettivo. Ricevette migliaia di lettere arrabbiate, molte delle quali da parte di dottori di ricerca in matematica e statistica che sostenevano che si sbagliava. Anche gli esperti sono soggetti a pregiudizi ed errori cognitivi.

Gli esempi sopra riportati illustrano che molte decisioni non sono puramente razionali e che l’emozione e l’intuizione giocano un ruolo nella pratica.

Ciò ha implicazioni significative sulle decisioni finanziarie delle persone. La teoria economica e finanziaria tradizionale si basa sul presupposto che tutti siano razionali e prendano decisioni ottimali, mentre nella vita reale questo presupposto non è sempre valido.

Questa idea è alla base della finanza comportamentale, che cerca di combinare elementi di economia e psicologia per capire come e perché le persone, sia come individui che come mercato collettivo, si comportano nel modo in cui si comportano.

Si tratta di un ponte tra teoria e realtà che offre spunti utili per comprendere le decisioni di investimento e il comportamento del mercato. Inoltre, la finanza comportamentale può guidarci a prendere decisioni finanziarie migliori.

Sebbene sia difficile controllarle, essere consapevoli delle nostre euristiche e dei pregiudizi a cui portano potrebbe migliorare i giudizi e le decisioni in situazioni di incertezza. In un mondo pieno di pubblicità sui social media guidata da algoritmi, di falsi profondi generati dall’intelligenza artificiale e di partiti politici e governi che sfruttano i pregiudizi degli elettori per influenzare i risultati delle elezioni, è ancora più importante sviluppare la consapevolezza decisionale per fare scelte ponderate e obiettive.

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