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Malta legge salva Borg, ombre su Abela

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Christian Borg immortalato davanti a Castille con l’immagine di Robert Abela stampata sul cofano della sua auto. Foto d’archivio.

Un clamoroso colpo di scena scuote il panorama giudiziario e politico: il concessionario d’auto Christian Borg potrebbe evitare accuse gravissime di riciclaggio di denaro e frode fiscale per milioni di euro grazie a una legge controversa approvata dal governo di Robert Abela lo scorso anno. Un accordo con le autorità fiscali potrebbe infatti permettergli di chiudere il caso con il pagamento di imposte dovute e una multa, sollevando interrogativi esplosivi su giustizia e potere.

A rendere la vicenda ancora più incendiaria è il legame diretto con il primo ministro Robert Abela, ex consulente legale di Borg e suo partner in un’operazione immobiliare nel 2018. Un intreccio che getta ombre inquietanti mentre il caso si avvicina a una possibile conclusione senza processo penale.

L’accordo raggiunto da Borg con le autorità fiscali prevede il saldo dei debiti tributari e il pagamento di una sanzione. L’intesa riguarda Borg, le sue società e i suoi coimputati, Monique Mizzi e l’ex fotografo del Partito Laburista Joseph Camenzuli.

Dettagli dell’accordo relativi a Mizzi e a una società collegata sono emersi in tribunale venerdì, mentre accuse simili contro l’avvocato Mifsud Bonnici — legale dell’ex ministro Konrad Mizzi e nominato in diversi ruoli governativi durante il suo mandato — venivano discusse.

Mifsud Bonnici rischiava fino a 18 anni di carcere per il presunto riciclaggio di oltre 1,4 milioni di euro legati all’evasione fiscale.

L’avvocato dell’Attorney General, Francesco Refalo, ha espresso apertamente il proprio malcontento.

“Abbiamo criticato sia la legge che l’accordo,” ha dichiarato il pubblico ministero in aula.

Borg e i suoi coimputati attendono ora un decreto finale del tribunale che potrebbe estinguere il caso sulla base della nuova legge.

L’uomo e le sue società erano accusati di evasione dell’imposta sul reddito e dell’IVA, false dichiarazioni fiscali, frode ai danni del Commissario delle Tasse e profitti illeciti a scapito dello Stato.

Nel 2024, un tribunale aveva sentito come le indagini penali fossero state avviate su richiesta del dipartimento IVA, dopo che Borg avrebbe presentato fatture per “centinaia di migliaia di euro” richiedendo rimborsi IVA su somme dichiarate come spese.

L’ispettore Tonjoe Farrugia ha affermato che l’indagine ha concluso che milioni di euro sarebbero stati sottratti ai danni del dipartimento IVA.

Tutti gli imputati respingono ogni accusa.

Una legge controversa

Lo scorso anno, il governo di Abela ha fatto approvare una legge che consente a chi viene colto in evasione fiscale di raggiungere un accordo con le autorità tributarie, evitando così il procedimento penale.

Abela, insieme agli altri deputati del Partito Laburista, ha votato a favore della legge, mentre i deputati del PN si sono opposti.

La normativa si estende anche a “violazioni connesse”, incluso il riciclaggio di denaro, come nel caso di Borg.

Il primo ministro Robert Abela è stato in passato associato a Borg, avendo incassato 45.000 euro da un affare immobiliare con il concessionario.

Nel giugno 2018, Abela e sua moglie Lydia stipularono un accordo per acquistare un terreno anonimo a Żabbar.

Nello stesso giorno, Borg ottenne il permesso della Planning Authority per costruire nove appartamenti e garage su quel terreno, nonostante non risultasse alcun collegamento apparente con la proprietà.

Pochi mesi dopo, gli Abela vendettero la loro quota dell’affare a Borg, realizzando un profitto di 45.000 euro.

All’epoca, Abela — avvocato di professione — forniva consulenza legale sia alla PA sia allo stesso Borg.

Borg resta comunque imputato in un procedimento separato per il suo presunto ruolo in un rapimento.

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