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Sliema milioni svaniti: terreno pubblico venduto a metà prezzo

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Il vicepresidente del Consiglio Ian Borg ha acceso i riflettori su un caso che sta facendo tremare i palazzi della politica maltese. Ha promesso che “convocherà con urgenza” una commissione parlamentare per discutere le clamorose rivelazioni contenute nel rapporto dell’Ufficio nazionale di revisione (NAO), aggiungendo che il governo farà tutto il possibile per “recuperare ogni centesimo dovuto al popolo”.

Borg, che all’epoca dei fatti era ministro con delega alle terre, ha dichiarato al Times of Malta che non era a conoscenza di una perizia nascosta che stimava il valore di un terreno a Sliema quasi il doppio rispetto al prezzo pagato dagli sviluppatori. Una scoperta esplosiva, che potrebbe rimettere in discussione l’intera concessione.

“Noi parlamentari non siamo lì per proteggere chi ha nascosto i documenti al ministro, al sottosegretario e al parlamento. Siamo lì per difendere il popolo”, ha dichiarato Borg con tono deciso.

“Nei prossimi giorni convocherò con urgenza il comitato di revisione – che oggi presiedo – e chiederò all’Auditor General di fornire tutte le informazioni che aveva, e che il parlamento non aveva allora e ancora oggi non possiede.”

“Gli chiederò anche di presentare l’altro rapporto commissionato per verificare il valore effettivo del terreno. A quel punto dovremo affrontare questa discussione con mente aperta e assicurarci che ogni centesimo dovuto ai cittadini venga restituito.”

Il rapporto NAO, pubblicato lunedì, ha infatti rivelato che il potente gruppo imprenditoriale Fortina Group ha acquistato un vasto terreno pubblico a Sliema per la metà del suo valore stimato. L’inchiesta ha evidenziato come un funzionario della Lands Authority, Lino Farrugia Sacco, abbia insabbiato un documento che valutava il terreno a ben 18 milioni di euro. Fortina, controllata dalla famiglia Zammit Tabona, lo ha acquistato per poco più di 8 milioni.

Ma la stima indipendente del NAO è ancora più scioccante: il terreno avrebbe avuto un valore di 21 milioni di euro, portando il danno economico per lo Stato a 12,9 milioni di euro.

L’accordo sotto accusa

Nel 2019 il parlamento aveva votato per consentire a Fortina di utilizzare quel terreno a fini turistici. Tuttavia, secondo il NAO, prima di quel voto l’ex giudice Farrugia Sacco – che presiedeva il consiglio di amministrazione della Lands Authority ed è deceduto nel 2021 – ha fuorviato non solo l’autorità, ma anche il ministro Ian Borg, il sottosegretario Chris Agius e lo stesso parlamento.

Come se non bastasse, prove scoperte dal NAO indicano che anche l’allora capo di gabinetto dell’OPM, Keith Schembri, era a conoscenza della valutazione da 18 milioni di euro e avrebbe contribuito a mantenerla segreta.

E il colpo di scena finale: l’ex primo ministro Joseph Muscat è diventato consulente di Fortina meno di un anno dopo il trasferimento del terreno, appena tre mesi dopo le sue dimissioni nel gennaio 2020.

Schembri ha respinto ogni accusa, e Fortina ha dichiarato di respingere ogni insinuazione nei propri confronti.

“Perché no?”

Martedì, incalzato dai giornalisti sul fatto se si sentisse responsabile, dato che era ministro responsabile per le terre all’epoca, Borg ha risposto che lui e il sottosegretario non potevano sapere nulla della perizia nascosta, poiché la nuova legge allora in vigore impediva ai politici di essere coinvolti direttamente nelle concessioni di terreni pubblici.

Ma oggi, ha detto, il parlamento ha il dovere di intervenire.

“L’auditor afferma che il parlamento ha preso una decisione in un momento in cui mancava un documento cruciale, e dunque non poteva scegliere nel modo migliore”, ha spiegato Borg.

“Ora che abbiamo tutte le informazioni, dobbiamo portarle in commissione, verificare quale fosse il prezzo equo e, se non è stato pagato, scoprire quale sia e recuperare ogni centesimo che spetta allo Stato.”

“Perché no? Se si scopre che l’importo dovuto era maggiore – o anche minore – allora bisogna assicurarsi che venga pagata la cifra corretta.”

Foto: Chris Sant Fournier

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