Un 18enne è finito al centro di una vera e propria bufera giudiziaria: è accusato di aver aggredito brutalmente un altro uomo, provocandogli ferite gravi. Ma non è tutto: si parla anche di minacce, violazioni della quiete pubblica e addirittura di aver infranto condizioni di libertà provvisoria già in vigore. Uno scenario infuocato che si è consumato tra le vie di Bormla, e che ora approda in tribunale.
Il giovane, Tryston Brincat di Bormla, si è dichiarato non colpevole dinanzi al giudice nel pomeriggio di mercoledì. Secondo l’accusa, avrebbe fatto temere alla presunta vittima un’imminente violenza fisica nei suoi confronti, scatenando così un’escalation che ha portato all’arresto.
Tutto ha avuto inizio quando la presunta vittima si è presentata alla stazione di polizia di Bormla martedì, sostenendo di essere stata aggredita da Brincat in Triq Fuq Verdala. Gli agenti, intervenuti rapidamente sul posto, hanno trovato il sospetto seduto su un muretto. Da lì, l’arresto e l’inizio degli interrogatori.
Il legale della difesa, Franco Debono, ha sollevato dubbi sulla dinamica degli eventi, domandando se le indagini avessero appurato che il suo assistito fosse stato provocato verbalmente e fisicamente prima dell’aggressione. L’ispettore Chantelle Mifsud ha risposto che l’imputato ha scelto di non fornire dichiarazioni durante l’interrogatorio.
Debono ha inoltre chiesto se fosse noto che la presunta vittima avesse tentato di lanciarsi con l’auto contro quella della fidanzata di Brincat. Ma l’ispettore ha risposto di non essere a conoscenza di simili accuse, né risultano denunce in merito.
La difesa ha chiesto la concessione della libertà su cauzione, ma la rappresentante dell’Avvocatura dello Stato, Kristina Bartolo, si è opposta con forza, evidenziando il precedente penale del giovane e la violazione delle condizioni di una precedente cauzione. La controparte ha ribattuto che, fino ad ora, Brincat non ha mai dato problemi durante la libertà provvisoria.
L’avvocato Mark Mifsud Cutajar ha inoltre suggerito che, con un’indagine più approfondita, si sarebbe potuto scoprire che la presunta vittima avrebbe danneggiato un’auto di proprietà di una terza persona. Ma, essendo Brincat già in stato di arresto, né lui né i suoi familiari hanno potuto presentare denuncia.
Sempre la difesa ha presentato degli screenshot provenienti dal profilo Facebook della presunta vittima, che mostrano una foto caricata proprio quella mattina, accompagnata dalla didascalia: “Enjoying life because I can”.
Debono ha insistito sul fatto che la presunta vittima avrebbe provocato deliberatamente l’alterco, sottolineando anche la presenza in aula della famiglia di Brincat.
Il tribunale, dopo aver ascoltato tutte le argomentazioni, ha deciso di negare la cauzione, tenendo conto della gravità delle accuse e del fatto che la presunta vittima non ha ancora testimoniato in aula. Inoltre, sono stati considerati i precedenti penali dell’imputato.
È stato emesso un ordine di protezione in favore della presunta vittima.
L’udienza è stata presieduta dal magistrato Jean Paul Grech. L’Avvocatura dello Stato era rappresentata dall’avvocata Kristina Bartolo, affiancata dall’ispettore di polizia Chantelle Mifsud. Gli avvocati Franco Debono e Mark Mifsud Cutajar hanno assistito l’imputato.
Foto: Matthew Mirabelli