Gaza: l’esercito americano ha annunciato l’arrivo dei primi aiuti attraverso il molo galleggiante

Truppe israeliane durante le operazioni di collegamento di un molo galleggiante per portare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.

Giovedì le truppe statunitensi hanno terminato la costruzione del molo temporaneo su una spiaggia palestinese per l’approvvigionamento di aiuti umanitari e alimentari alla popolazione di Gaza, ad oggi devastata dalla guerra.

Il Comando centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che il molo è stato “fissato con successo alla spiaggia di Gaza” e si prevede l’arrivo nei prossimi giorni di circa 500 tonnellate di aiuti nel territorio palestinese.

“Si tratta di una quantità piuttosto consistente che sarà distribuita su più navi”, ha dichiarato ai giornalisti a Washington il viceammiraglio Brad Cooper, comandante del CENTCOM.

“Il collegamento del molo galleggiante nella Striscia di Gaza è stato completato con successo”, ha dichiarato l’esercito israeliano nel comunicato di giovedì.

Ma Farhan Haq, portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, ha dichiarato che i negoziati per la distribuzione degli aiuti erano già in corso.

“Stiamo ultimando i nostri piani operativi per assicurarci di essere pronti a gestirli una volta che il molo galleggiante sarà correttamente funzionante, in modo tale da garantire anche la sicurezza del nostro personale”, ha dichiarato.

Inoltre, ha ribadito la preferenza delle Nazioni Unite per una via terrestre, affermando che “portare gli aiuti alle persone bisognose dentro e attraverso Gaza non può e non deve dipendere da un molo galleggiante lontano”.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva annunciato la costruzione del molo a marzo per far fronte alla crisi umanitaria a Gaza, in risposta alle Nazioni Unite che avevano sottolineato la situazione di carestia della quasi totalità della popolazione, sfollata a causa dell’azione militare israeliana in risposta all’attacco di Hamas del 7 ottobre.

Costruito ad un costo di almeno 320 milioni di dollari, il progetto è straordinario in quanto i massicci sforzi umanitari da parte degli Stati Uniti sono solitamente in risposta ad azioni di Paesi ostili, non di  quelli alleati.

L’assistenza umanitaria viene controllata a Cipro e caricata su camion. Una volta a terra, “si muoverà rapidamente”, per essere scaricata dalla costa a Gaza nel giro di poche ore, ha dichiarato Cooper, aggiungendo che “migliaia di tonnellate di aiuti sono in preparazione”.

Ha detto che circa 1.000 soldati e marinai statunitensi sono stati coinvolti nell’operazione, ma che sono stati coinvolti solo nel molo e non nella consegna, che sarà gestita attraverso le Nazioni Unite.

“Non ci saranno militari statunitensi sul territorio di Gaza”, ha dichiarato.

le vie di terra sono le più efficaci

Le Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme di una carestia incombente a Gaza, dove, la maggior parte dei 2,4 milioni di abitanti del territorio sono stati costretti a fuggire dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas, giunta ormai all’ottavo mese.

La guerra è iniziata dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre al sud di Israele, che ha provocato la morte di oltre 1.170 persone, per lo più civili, secondo un conteggio dell’AFP sui dati ufficiali israeliani.

La rappresaglia militare di Israele ha ucciso almeno 35.272 persone, anch’esse per lo più civili, secondo il ministero della Sanità della Striscia di Gaza, governata da Hamas.

Le Nazioni Unite hanno sostenuto che l’apertura dei valichi terrestri e l’ingresso di un maggior numero di camion a Gaza sono l’unico modo per arginare la crescente crisi umanitaria.

Ma il principale valico di Gaza, al confine con l’Egitto, è chiuso da giorni.

Le truppe israeliane hanno preso il controllo del lato palestinese del valico la scorsa settimana mentre l’esercito minacciava un assalto più ampio alla città meridionale, sfidando gli avvertimenti degli Stati Uniti e di altri paesi sulla sorte di circa 1,4 milioni di civili che si erano rifugiati lì.

Cipro, la nazione insulare del Mediterraneo che è il punto di partenza per gli aiuti lungo il corridoio marittimo previsto, ha dichiarato che la nave statunitense James A. Loux è partita mercoledì, trasportando forniture di soccorso e “attrezzature tecniche per lo scarico e il trasporto degli aiuti al molo”.

Il portavoce del governo Konstantinos Letymbiotis ha dichiarato che “sono attese nuove partenze per trasportare aiuti umanitari, tra cui generi alimentari, forniture mediche, igiene e ripari temporanei”.

La Gran Bretagna, nel frattempo, ha dichiarato che il suo contributo iniziale di quasi 100 tonnellate di “kit di copertura per rifugi” faceva parte della prima spedizione.

Il molo inizierà a facilitare la consegna di circa 90 camion di aiuti internazionali a Gaza ogni giorno, fino ad arrivare a 150 camion al giorno, ha dichiarato la Gran Bretagna nella tarda serata di mercoledì, senza fornire una chiara tempistica.

Il corridoio marittimo “non sostituisce la consegna degli aiuti attraverso le vie terrestri, le quali rimangono il modo più rapido ed efficace per far arrivare a Gaza gli aiuti tanto necessari”, ha dichiarato la Gran Bretagna.