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Malta

Malta, minaccia di accoltellare la compagna: resta a processo nonostante il perdono

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L’imputato avrebbe detto alla compagna che l’avrebbe accoltellata affinché il figlio piccolo avesse un motivo per piangere.

Un addetto alla sicurezza continuerà a essere processato per violenza domestica, nonostante la richiesta della compagna di perdonarlo, ha stabilito venerdì un tribunale. Avrebbe detto alla donna che l’avrebbe accoltellata affinché il loro figlio piccolo avesse un motivo per piangere.

Il tribunale presieduto dal giudice Lara Lanfranco ha respinto la richiesta della donna di ritirare la denuncia, osservando che non era la prima volta che l’imputato veniva accusato di reati di questo tipo.

Owen Abdilla, 24 anni, di Ħamrun, è accusato di averle fatto temere di subire violenze, con minacce e insulti e con l’uso di un’arma, di aver danneggiato il telefono cellulare della vittima e di averle causato lievi ferite.

Si dichiara non colpevole.

La compagna ha riferito al tribunale che Abdilla aveva minacciato di accoltellarla con un paio di forbici affinché il loro figlio “avesse un motivo per piangere”.

Ha dichiarato di averlo perdonato e di voler ritirare la denuncia in modo che potessero restare insieme come famiglia.

Il tribunale ha ascoltato la richiesta, ma l’ha respinta e ha stabilito che il procedimento contro Abdilla deve proseguire.

Una valutazione del rischio di violenza domestica ha classificato la donna ad alto rischio, hanno fatto notare i pubblici ministeri.

Il giudice Lanfranco ha osservato che Abdilla era già stato coinvolto in episodi simili in passato e che l’ultimo era avvenuto alla presenza del figlio della coppia.

I legali di Abdilla hanno chiesto la libertà su cauzione, sostenendo che potesse stare a casa della madre, che non avesse precedenti penali e che avesse un lavoro stabile.

L’accusa non si è opposta alla cauzione, a condizione che il tribunale emettesse un ordine di protezione che tenesse la donna al riparo da lui.

Il tribunale ha concesso la cauzione all’imputato con diverse condizioni, tra cui l’obbligo di risiedere in un altro indirizzo, un deposito di 2.000 euro e una garanzia personale di 8.000 euro.

Il giudice Lanfranco ha emesso un ordine di protezione a favore della vittima.

Il tribunale ha avvertito le parti delle conseguenze della violazione dell’ordine di protezione. Ha inoltre comunicato alla vittima che le è vietato contattare l’imputato, anche se dovesse sentire la tentazione di comunicare con lui.

L’accusa è sostenuta dall’ispettore Sherona Buhagiar, mentre gli avvocati Mark Vassallo e Shaun Zammit hanno rappresentato l’imputato.

Fonte: Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/woman-forgives-partner-scissors-threat-court-says-case-go.1136725

Immagine generata con AI – Gazzetta di Malta

Traduzione dell’articolo originale del Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/woman-forgives-partner-scissors-threat-court-says-case-go.1136725

Traduzione fatta con sistema di agenti AI e potrebbero esserci errori.

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