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Malta

Gozo diocese weighing ‘further steps’ over priest’s role in rape case

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Un’ombra inquietante si allunga sulla diocesi di Gozo, travolta da un caso scioccante che coinvolge un sacerdote e un presunto accordo segreto da €7.000 per far ritirare una denuncia di stupro ai danni di una ragazza di appena 14 anni. Una vicenda esplosiva che scuote l’opinione pubblica e solleva interrogativi urgenti su responsabilità, silenzi e giustizia.

Nel cuore dello scandalo, la diocesi di Gozo ha annunciato martedì pomeriggio di aver avviato una raccolta di informazioni per valutare possibili azioni, dopo che è emerso che un prete avrebbe fatto da intermediario in un accordo finanziario volto a insabbiare una grave accusa. Un caso che, come ammesso dalla stessa diocesi, “solleva legittime domande tra il pubblico”.

La diocesi ha dichiarato che “non appena è venuta a conoscenza del contenuto della sentenza del tribunale, ha iniziato a raccogliere e analizzare tutte le informazioni possibili e a ottenere la consulenza professionale necessaria per determinare la possibilità di ulteriori passi”.

In una dichiarazione separata, la safeguarding commission della diocesi di Gozo ha affermato di non aver mai ricevuto segnalazioni relative al caso.

“La recente notizia dei media secondo cui un sacerdote avrebbe assistito nel ritiro di un’accusa in un procedimento penale non è mai stata segnalata alla Commissione”, si legge nel comunicato.

“La Commissione sta monitorando questo caso e garantisce attivamente che tutti i principi di tutela siano rispettati”, ha aggiunto, insistendo sul fatto che “ha gestito con diligenza tutti i casi segnalati e li ha trasmessi alle autorità civili competenti” sin dalla sua istituzione nel 2022.

La commissione ha inoltre ribadito che “rimane pienamente impegnata a promuovere una cultura di responsabilità, tutela e cura all’interno della comunità”.

Domenica, Times of Malta ha riportato il silenzio della diocesi di Gozo dopo che una sentenza del tribunale ha rivelato che il sacerdote gozitano Fr Michael Said aveva agito come intermediario in un pagamento effettuato nel 2008 a una famiglia di Nadur.

Fr Said avrebbe mediato l’accordo, che prevedeva il pagamento di €7.000 alla famiglia in cambio del ritiro dell’accusa secondo cui diversi uomini, tra cui i fratelli del deputato nazionalista Chris Said, avrebbero stuprato la figlia quattordicenne.

L’allora vescovo di Gozo Mario Grech ha successivamente dichiarato a Times of Malta di essere venuto a conoscenza del coinvolgimento di Fr Said nel caso solo domenica.

Le autorità ecclesiastiche maltesi avevano istituito le prime strutture per indagare su questioni di tutela riguardanti il personale della Chiesa già nel 1999, con i casi sia a Malta che a Gozo inizialmente gestiti sotto un’unica struttura.

Nel 2022, la diocesi di Gozo ha creato una propria safeguarding commission per gestire le denunce di abusi sessuali sull’isola.

Nonostante ciò, sia le autorità ecclesiastiche maltesi che quelle gozitane seguono le stesse politiche, aggiornate più recentemente nel 2024.

Tali linee guida stabiliscono che “il personale della Chiesa che venga a conoscenza di un minore a rischio di danno è obbligato a segnalare la questione alla Polizia o alla Direzione per la Protezione dei Minori”.

Foto: [Archivio Times Of Malta]

Un’ombra inquietante si allunga sulla diocesi di Gozo, travolta da un caso scioccante che coinvolge un sacerdote e un presunto accordo segreto da €7.000 per far ritirare una denuncia di stupro ai danni di una ragazza di appena 14 anni. Una vicenda esplosiva che scuote l’opinione pubblica e solleva interrogativi urgenti su responsabilità, silenzi e giustizia.

Nel cuore dello scandalo, la diocesi di Gozo ha annunciato martedì pomeriggio di aver avviato una raccolta di informazioni per valutare possibili azioni, dopo che è emerso che un prete avrebbe fatto da intermediario in un accordo finanziario volto a insabbiare una grave accusa. Un caso che, come ammesso dalla stessa diocesi, “solleva legittime domande tra il pubblico”.

La diocesi ha dichiarato che “non appena è venuta a conoscenza del contenuto della sentenza del tribunale, ha iniziato a raccogliere e analizzare tutte le informazioni possibili e a ottenere la consulenza professionale necessaria per determinare la possibilità di ulteriori passi”.

In una dichiarazione separata, la safeguarding commission della diocesi di Gozo ha affermato di non aver mai ricevuto segnalazioni relative al caso.

“La recente notizia dei media secondo cui un sacerdote avrebbe assistito nel ritiro di un’accusa in un procedimento penale non è mai stata segnalata alla Commissione”, si legge nel comunicato.

“La Commissione sta monitorando questo caso e garantisce attivamente che tutti i principi di tutela siano rispettati”, ha aggiunto, insistendo sul fatto che “ha gestito con diligenza tutti i casi segnalati e li ha trasmessi alle autorità civili competenti” sin dalla sua istituzione nel 2022.

La commissione ha inoltre ribadito che “rimane pienamente impegnata a promuovere una cultura di responsabilità, tutela e cura all’interno della comunità”.

Domenica, Times of Malta ha riportato il silenzio della diocesi di Gozo dopo che una sentenza del tribunale ha rivelato che il sacerdote gozitano Fr Michael Said aveva agito come intermediario in un pagamento effettuato nel 2008 a una famiglia di Nadur.

Fr Said avrebbe mediato l’accordo, che prevedeva il pagamento di €7.000 alla famiglia in cambio del ritiro dell’accusa secondo cui diversi uomini, tra cui i fratelli del deputato nazionalista Chris Said, avrebbero stuprato la figlia quattordicenne.

L’allora vescovo di Gozo Mario Grech ha successivamente dichiarato a Times of Malta di essere venuto a conoscenza del coinvolgimento di Fr Said nel caso solo domenica.

Le autorità ecclesiastiche maltesi avevano istituito le prime strutture per indagare su questioni di tutela riguardanti il personale della Chiesa già nel 1999, con i casi sia a Malta che a Gozo inizialmente gestiti sotto un’unica struttura.

Nel 2022, la diocesi di Gozo ha creato una propria safeguarding commission per gestire le denunce di abusi sessuali sull’isola.

Nonostante ciò, sia le autorità ecclesiastiche maltesi che quelle gozitane seguono le stesse politiche, aggiornate più recentemente nel 2024.

Tali linee guida stabiliscono che “il personale della Chiesa che venga a conoscenza di un minore a rischio di danno è obbligato a segnalare la questione alla Polizia o alla Direzione per la Protezione dei Minori”.

Foto: [Archivio Times Of Malta]

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