Traffico passeggeri in aumento del 4% a 208,4 milioni, nonostante i ritardi nelle consegne Boeing
Ryanair Holdings plc ha annunciato i risultati dell’esercizio 2025-2026, chiuso il 31 marzo, registrando un utile netto post-tasse pre-componenti eccezionali pari a 2,26 miliardi di euro, in crescita del 40% rispetto agli 1,61 miliardi dell’anno precedente.
Il gruppo ha trasportato 208,4 milioni di passeggeri, con un incremento del 4%, nonostante i ritardi nella consegna di 29 aeromobili Boeing 737-8200. Il fattore di riempimento si è mantenuto stabile al 94%.
I ricavi complessivi sono aumentati dell’11%, raggiungendo 15,54 miliardi di euro. I ricavi da traffico passeggeri sono cresciuti del 14% a 10,56 miliardi, sostenuti dall’aumento dei passeggeri e da tariffe medie superiori del 10%, dopo il calo del 7% registrato nell’esercizio precedente. I ricavi ancillari sono saliti del 6% a 4,99 miliardi di euro, pari a circa 24 euro per passeggero.
I costi operativi, al netto delle componenti eccezionali, sono cresciuti del 6% a 13,09 miliardi di euro, con un aumento unitario contenuto all’1%. Ryanair ha inoltre iscritto un accantonamento straordinario di 85 milioni di euro relativo alla sanzione dell’Autorità italiana garante della concorrenza e del mercato, pari a circa un terzo dell’importo complessivo della multa. La compagnia ha ribadito la propria fiducia nel ricorso.
L’amministratore delegato del gruppo, Michael O’Leary, ha sottolineato che la solidità del bilancio e la politica di copertura sul carburante rappresentano un vantaggio competitivo importante in un contesto di mercato caratterizzato da forte volatilità. L’80% del fabbisogno di jet fuel per l’esercizio 2026-2027 risulta infatti coperto a circa 67 dollari al barile fino ad aprile 2027.
La compagnia ha chiuso l’esercizio con liquidità lorda pari a 3,6 miliardi di euro, dopo investimenti per 1,9 miliardi, rimborsi di debito per 1,2 miliardi e distribuzioni agli azionisti superiori a 900 milioni. La posizione di cassa netta ammontava a 2,1 miliardi di euro, consentendo al gruppo di rimborsare l’ultimo bond da 1,2 miliardi e di diventare sostanzialmente privo di debito.
Nel corso dell’esercizio Ryanair ha acquistato e cancellato oltre 20 milioni di azioni, pari a circa il 2% del capitale emesso. Dal 2008 il gruppo ha ritirato complessivamente circa il 38% del capitale azionario. Il consiglio proporrà inoltre un dividendo finale di 0,195 euro per azione, pagabile a settembre, previa approvazione dell’assemblea.
Sul fronte della flotta, Ryanair ha chiuso l’esercizio con 647 aeromobili, inclusi tutti i 210 Boeing 737 “Gamechanger”. Questa capacità dovrebbe sostenere una crescita del traffico del 4% nell’esercizio 2026-2027, fino a circa 216 milioni di passeggeri. Boeing prevede la certificazione del MAX-10 entro la fine dell’estate 2026 e la consegna dei primi 15 aeromobili a Ryanair nella primavera 2027. In totale, la compagnia riceverà 300 MAX-10 entro marzo 2034, velivoli che garantiscono il 20% di consumo di carburante in meno e il 20% di posti in più.
Ryanair ha inoltre confermato l’avvio di un progetto per internalizzare la manutenzione dei motori, attraverso due centri MRO dedicati. Il primo dovrebbe diventare operativo all’inizio del 2029, mentre il secondo è previsto nei primi anni Trenta. Secondo il gruppo, l’iniziativa contribuirà a rafforzare ulteriormente il vantaggio competitivo sui costi di manutenzione.
La domanda resta solida, nonostante le incertezze legate al conflitto in Medio Oriente, anche se le prenotazioni risultano più ravvicinate rispetto allo scorso anno. Ryanair ha già messo in vendita 130 nuove rotte per l’estate 2026, incluse nuove basi a Rabat, Tirana e Trapani. La compagnia continuerà a privilegiare mercati e aeroporti che riducono le tasse sull’aviazione e incentivano la crescita del traffico, come Albania, Italia, Marocco, Slovacchia e Svezia, spostando capacità da mercati considerati meno competitivi, tra cui Austria, Belgio, Germania e alcune aree regionali della Spagna.
Il consiglio di amministrazione ha inoltre avviato discussioni con Michael O’Leary per estendere il suo contratto, attualmente in scadenza nel 2028, fino ad aprile 2032. La proposta prevede un’opzione di acquisto su 10 milioni di azioni, esercitabile solo al raggiungimento di obiettivi particolarmente ambiziosi in termini di utile o crescita del prezzo azionario.
Sul fronte ESG, Ryanair evidenzia gli investimenti in aeromobili più efficienti, carburanti sostenibili e tecnologie operative. Nell’esercizio 2025-2026 il gruppo ha ricevuto 34 nuovi Gamechanger e 30 motori LEAP-1B di riserva, accelerando anche il retrofit delle winglet sul 75% della flotta B737NG. Il punteggio di soddisfazione dei clienti ha raggiunto l’89%, rispetto all’86% dell’anno precedente. CDP ha inoltre migliorato il rating climatico di Ryanair ad A, MSCI ha confermato il rating A e Sustainalytics ha classificato il gruppo come “low risk”.
Guardando al futuro, Ryanair prevede di trasportare circa 216 milioni di passeggeri nell’esercizio 2026-2027. Tuttavia, la compagnia segnala che la visibilità resta limitata, soprattutto a causa dell’instabilità dei prezzi del carburante, dei rischi geopolitici, dell’aumento delle tasse ambientali europee, dei costi di manutenzione e degli incrementi salariali previsti dai nuovi accordi collettivi.
Il gruppo ritiene prematuro fornire una previsione sull’utile per l’intero esercizio 2026-2027. Ryanair si attende di offrire agli azionisti un quadro più chiaro sull’andamento delle tariffe e dei costi del carburante in occasione della pubblicazione dei risultati del primo trimestre, prevista per fine luglio.