Il National Audit Office di Malta ha pubblicato una verifica congiunta sulla locazione di immobili privati da parte degli enti governativi.
Il rapporto è stato presentato dall’Auditor General Charles Deguara al presidente della Camera dei Rappresentanti, Carmelo Abela.
L’indagine, realizzata congiuntamente dalle sezioni dedicate agli audit sulle prestazioni e sulla conformità finanziaria, ha valutato il rispetto delle norme, dei principi di buona governance e del criterio del miglior rapporto tra costi e benefici.
Il rapporto si concentra su tre immobili privati affittati da enti pubblici maltesi.
I casi riguardano la Malta Gaming Authority, il Ministero per l’Agricoltura, la Pesca e i Diritti degli Animali e la Malta Competition and Consumer Affairs Authority.
Il piano iniziale prevedeva anche l’analisi di un quarto contratto di locazione. Il caso non è stato però incluso nel rapporto perché attualmente oggetto di indagine.
La verifica riconosce che gli enti interessati hanno affittato gli edifici per rispondere alle proprie esigenze operative e continuare a fornire servizi pubblici.
Sono state tuttavia individuate alcune aree nelle quali la governance avrebbe potuto essere più solida, soprattutto nella pianificazione e nella supervisione.
Secondo la NAO, le decisioni di affittare gli immobili non sono state sempre accompagnate da analisi approfondite dei costi e dei benefici o da una valutazione delle possibili alternative.
L’ufficio di revisione ha inoltre rilevato la possibilità di conservare una documentazione più completa e formale, capace di dimostrare perché l’edificio selezionato fosse considerato la soluzione più conveniente per le esigenze dell’ente pubblico.
La mancanza di un quadro complessivo per la locazione di immobili privati da parte del settore pubblico avrebbe determinato approcci differenti nella pianificazione, nell’acquisizione e nella gestione dei contratti.
La NAO precisa che queste carenze non sono state classificate come irregolarità, ma hanno prodotto interpretazioni e modalità operative non uniformi.
Il rapporto indica margini di miglioramento anche nella gestione contrattuale e nella tutela del valore del denaro pubblico.
In alcuni casi, le clausole non erano sufficientemente chiare; in altri, la pianificazione degli investimenti o dei lavori di ristrutturazione avrebbe potuto essere più accurata.
Nel complesso, gli immobili esaminati hanno soddisfatto gran parte delle necessità operative degli enti coinvolti.
La NAO ritiene però necessario rafforzare i meccanismi di governance per aumentare trasparenza, responsabilità e qualità della gestione finanziaria.
La NAO raccomanda la creazione di strutture centralizzate per amministrare gli immobili privati affittati dal settore pubblico.
Queste strutture dovrebbero definire standard più chiari per individuare le necessità, effettuare analisi costi-benefici, gestire le procedure di acquisizione e monitorare i contratti.
Un quadro uniforme, secondo l’ufficio, favorirebbe decisioni più coerenti e un impiego più efficace ed efficiente dei fondi pubblici.
Il nuovo audit prosegue il lavoro avviato con una revisione preliminare pubblicata nel febbraio 2024, che aveva già sottolineato la necessità di migliorare la gestione immobiliare nel settore pubblico.