sabato, Aprile 1, 2023
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Giornata della memoria. Perchè si celebra il 27 gennaio

Oggi, 27 gennaio, si commemora l’avvenimento più oscuro e macabro del ventesimo secolo: l’Olocausto. Si è protratto per più di quattro anni, dal 1941 fino al 1945, il periodo in cui gli ebrei di tutta Europa venivano perseguitati, arrestati, rinchiusi nei campi di concentramento tedeschi o polacchi e abbandonati ad una fine disumana. È il 27 gennaio il giorno destinato alla memoria mondiale del più grande genocidio del ventesimo secolo.

La data è stata scelta proprio perché, il 27 gennaio del 1945, le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nell’avanzata verso Berlino, giunte ai cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, li aprirono. È dunque questa la data in cui, 78 anni fa, le truppe russe hanno liberato i prigionieri ebrei e messo fine ad un massacro etnico durato quasi cinque anni.

Il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella stamattina ha tenuto un discorso al Quirinale in onore delle vittime dell’Olocausto. Rivolgendosi alle più alte cariche istituzionali dello Stato, dal Parlamento all’esecutivo, ha speso parole di empatia e di consapevolezza, raccogliendo le testimonianze di sopravvissuti alla furia nazista e dei loro familiari. Il Presidente Mattarella è riuscito a conuigare la memoria e la storia al periodo contemporaneo, facendo riferimento ai fenomeni sociali che si propagano nelle società occidentali (e non solo) odierne: razzismo, antisemitismo, apologia del fascismo e intolleranze.

Dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella

Focolai di odio, di intolleranza, di razzismo, di antisemitismo sono infatti presenti nelle nostre società e in tante parti del mondo. Non vanno accreditati di un peso maggiore di quel che hanno: il nostro Paese, e l’Unione Europea, hanno gli anticorpi necessari per combatterli; ma sarebbe un errore capitale minimizzarne la pericolosità.Sergio Mattarella, 12° Presidente della Repubblica Italiana

Sono queste le parole che il Presidente ha usato per ricordare a politici e cittadini che la lotta contro le intolleranze, siano esse basate sull’etnia, sulla levatura sociale o sull’appartenza culturale vanno sempre combattute, nonstante il fascismo e il nazismo siano morti diversi decenni fa. La nostra società ha “gli anticorpi“, ha dichiarato Mattarella, per resistere a questi fenomeni socio-politici e i cittadini e le istituzioni hanno il compito di far sì che questi anticorpi si attivino, proteggendo le future generazioni dal “virus invisibile” dell’odio.

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