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Crypto a Malta – la strada da percorrere

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In vista della conferenza MiCA dell’Autorità per i Servizi Finanziari di Malta che si terrà giovedì, Herman Ciappara, responsabile della supervisione fintech della MFSA, discute del potenziale del nuovo regolamento MiCA (Markets in Crypto Assets), di come Malta si stia preparando ad attrarre candidati di buona qualità, nonché delle sfide previste nella fase iniziale di attuazione.

Con l’entrata in vigore del regolamento MiCA, il settore si sta muovendo verso una maggiore legittimità. Come ritiene che questo cambiamento abbia un impatto sulla fiducia degli investitori e sulle dinamiche complessive del mercato, soprattutto in termini di percezione e di governance aziendale all’interno del settore delle criptovalute?

HC: Lo spazio delle criptovalute è passato da quello che una volta era considerato il ‘Far West’ a un settore più legittimo e regolamentato.

In passato, la mancanza di chiarezza normativa in materia di asset cripto ha creato delle sfide per gli imprenditori e gli operatori, che dovevano conformarsi a requisiti in continua evoluzione.

Il MiCA istituisce regole di mercato uniformi per gli asset cripto in tutta l’Unione Europea. Questa armonizzazione è fondamentale per garantire un campo di gioco equo che continuerà a far progredire il settore.

Il MiCA pone una base solida, fa più chiarezza, favorisce la trasparenza e promuove l’integrità del mercato. Copre attività che prima non erano regolamentate. Di conseguenza, offre agli investitori una maggiore fiducia nella partecipazione a questo mercato in evoluzione. Il MiCA può anche potenzialmente attirare nuovi operatori e incoraggiare quelli esistenti a diversificare le loro offerte di servizi.

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Con l’evoluzione del panorama delle criptovalute, i regolatori devono adattarsi per garantire sia la protezione degli investitori che un ecosistema vivace. Trovare il giusto equilibrio è fondamentale: un’eccessiva regolamentazione potrebbe soffocare l’innovazione.

Quali sono le principali opportunità che vede nascere dal MiCA per la giurisdizione maltese?

HC: Malta è ben posizionata in quanto è una delle giurisdizioni pioniere che ha introdotto un quadro molto simile al MiCA – il Virtual Financial Assets (VFA) Framework – nel novembre 2018.

Consapevole del fatto che il VFA è un settore ad alto rischio, la MFSA ha adottato aspettative molto elevate per i nuovi operatori del mercato.

Durante la fase di autorizzazione, le persone o entità che desiderano offrire servizi in questo settore sono soggette a controlli di idoneità e correttezza rispetto a criteri specifici, come la reputazione, la competenza, i conflitti di interesse e l’indipendenza mentale, nonché l’impegno temporale. Gli standard imposti dall’attuale Virtual Financial Assets Act (VFAA) si sono dimostrati efficaci nel fungere da filtro, assicurando che a Malta siano presenti solo operatori di mercato seri con un solido quadro di conformità.

In questi cinque anni, abbiamo imparato molto, mettendo continuamente alla prova la nostra conoscenza e comprensione del settore. Direi che in questo momento siamo un regolatore esperto di criptovalute. Abbiamo anche un regolatore antiriciclaggio, l’FIAU, che comprende la criptovaluta. È un momento emozionante per essere in questo spazio a livello locale, perché abbiamo davvero l’opportunità di diventare leader.

In questo settore, la demografia prevalente è quella di una start-up – dobbiamo tenere presente che questa demografia non ha la stessa familiarità con le pratiche industriali mature, come la corporate governance, la gestione del rischio e la revisione interna

Quali sfide vi aspettate di dover affrontare durante i primi mesi di implementazione?

HC: In questo settore, la demografia prevalente è quella di una start-up – dobbiamo tenere presente che questa demografia non ha la stessa familiarità con le pratiche mature del settore, come la corporate governance, la gestione del rischio e l’audit interno.

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Un’altra sfida importante è rappresentata dai potenziali colli di bottiglia e ritardi. Si stima che 1.000 fornitori di servizi di asset virtuali (VASP) che si qualificano come fornitori di servizi di asset crittografici (CASP) nell’UE debbano ottenere l’autorizzazione entro 18 mesi. Ciò significa circa 50 CASP per giurisdizione. In base alle esperienze passate con la Legge VFA, l’autorizzazione di questi operatori non è un processo rapido, per cui i tempi sono particolarmente stretti.

C’è anche ambiguità sul fatto che il periodo transitorio consenta ai CASP di continuare ad operare in diversi Stati membri, il che rispecchia quasi il principio del passaporto.

Che cosa possono aspettarsi gli stakeholder in termini di supporto e sensibilizzazione nei prossimi giorni?

HC: Ci siamo impegnati attivamente con gli stakeholder del settore delle criptovalute attraverso iniziative di sensibilizzazione e gruppi di lavoro, per garantire che siano ben informati e preparati ai cambiamenti imminenti. Recentemente, l’MFSA ha pubblicato un rapporto con un resoconto dettagliato dei progressi dell’autorità nella regolamentazione del settore degli asset finanziari virtuali.

La pubblicazione offre approfondimenti sul processo di autorizzazione, compreso il numero di autorizzazioni rilasciate finora, nonché l’evoluzione del panorama VFASP a Malta, mostrando l’impegno dell’autorità non solo nel promuovere un ecosistema crittografico sicuro e conforme, ma anche nel garantire la trasparenza nel modo in cui opera.

Questa pubblicazione, che è l’ultimo volume della serie The Nature and Art of Supervision della MFSA, illustra anche le interazioni di vigilanza e le azioni esecutive condotte dall’autorità dal 2020.

Passando ai piani imminenti, giovedì riuniremo gli stakeholder internazionali per una conferenza durante la quale presenteremo e condivideremo la nostra esperienza fino ad oggi nella regolamentazione degli asset cripto.

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Si tratterà probabilmente di uno dei più grandi eventi organizzati dalla MFSA fino ad oggi.

Il braccio formativo dell’autorità, l’Accademia dei Supervisori Finanziari, è alla base di questa iniziativa su larga scala e ha assicurato un’impressionante schieramento di oltre 25 esperti del settore e relatori illustri; tra questi, Verena Ross, presidente dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati.

Parallelamente, stiamo anche lanciando una campagna di educazione dei consumatori, che segna un passo significativo nell’affrontare l’imperativa necessità di educare il pubblico sugli asset cripto. Questa iniziativa mira a fornire informazioni complete, assicurando che i consumatori siano ben informati sui rischi e sui vantaggi legati all’investimento in asset cripto.

Ciò è in linea con l’impegno più ampio dell’autorità, che non si limita a sottolineare la conformità normativa, ma assicura anche una base di consumatori ben informati e protetti.

In ultima analisi, la possibilità di fornire ai consumatori le conoscenze e le indicazioni necessarie è fondamentale per la salute dell’ecosistema.

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