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Champions League: l’Italia torna a volare

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In attesa di Milan-Salisburgo di domani sera, dove ai rossoneri basta un punto per qualificarsi agli ottavi di Champions League, Napoli e Inter, impegnate entrambe in trasferta rispettivamente contro Liverpool e Bayern Monaco, hanno mostrato di saper tener testa (eccome!) alle big europee.

Partiamo, ovviamente, dal Napoli di Luciano Spalletti, capace di strapazzare nel proprio girone nell’ordine Liverpool (finalista dello scorso anno), Rangers (finalista di europa league nella passata stagione) e Ajax.

Il mister di Certaldo ha evidenti meriti nei successi dei partenopei. In seguito alle cessioni dei vari Koulibaly, Insigne e Mertens, in molti prospettavano una stagione difficile per gli azzurri, che lo scorso anno avevano chiuso la stagione in calando, abbandonando la corsa scudetto in seguito al tonfo casalingo contro la Fiorentina (2-3) e al clamoroso suicidio contro l’Empoli, dove i campani, in vantaggio di due gol, subirono la rimonta dei toscani negli ultimi 10 minuti.

Nonostante siano passati solo 5 mesi, tutto sembra un ricordo ormai lontano. L’arrivo di  Kvaratskhelia (prelevato dai georgiani del Dinamo Batumi) aveva spaventato non solo i telecronisti che dovevano pronunciare il suo cognome, ma anche i tifosi azzurri, che vedevano il proprio capitano sostituito da un semi-sconosciuto esterno georgiano. Invece, non solo ha stupito la qualitĂ  tecnica dell’attaccante 21enne, ma anche l’impatto e la velocitĂ  nell’adattarsi al campionato italiano (6 gol e 6 assist lo score attuale in serie A).

Credits: theguardian.com

Oltre al numero 77 si sono rivelati altrettanto importanti Simeone, arrivato dal Verona e rivelatosi ottimo vice-Osimhen, Raspadori, capace di fungere sia da falso nueve che da esterno nel 4-3-3, aumentando quindi le soluzioni a disposizione dell’allenatore ex Zenit, e Kim, prelevato dal Fenerbahce e che oggi forma una coppia granitica con l’altrettanto ottimo Rhahmani, che dopo le difficoltà avute al momento del suo arrivo dal Verona sta confermando quanto di buono fatto tra le fila degli scaligeri.

Oltre ai nuovi, anche giocatori come Anguissa, Lobotka (che con l’arrivo di Spalletti si è rilevato un giocatore totalmente diverso rispetto a quello fuori forma sotto la gestione Gattuso) e Mario Rui si stanno rilevando fondamentali nei meccanismi della squadra.

Oggi gli uomini di Spalletti rappresentano una minaccia concreta sia in campionato che in Champions League, dove è arrivato un grande attestato di stima da parte di Jurgen Kloop, tecnico del Liverpool, nella conferenza stampa pre partita:

Affrontiamo una squadra organizzata, difendono insieme per poi contrattaccare. Giocano un bel calcio, il migliore d’Europa in questo momento, e hanno buone possibilitĂ  di arrivare in finaleJurgen Kloop

Pronta la risposta del tecnico toscano “ca’ niscuno è fesso”, che però nasconde la consapevolezza di una squadra che si presenta al big match di Anfield a punteggio pieno e con la miglior differenza reti del torneo. Ai partenopei basta non perdere con 4 gol di scarto per concludere il girone al primo posto, scenario che, ad oggi, appare improbabile.

Altra grande impresa è quella dell’Inter di Simone Inzaghi. A fine agosto, al momento del sorteggio del girone C, in pochi (se non nessuno) avrebbero scommesso sui nerazzurri qualificati con un turno di anticipo, a discapito del Barcelona (seconda eliminazione consecutiva alla fase a gironi), in un girone che comprendeva anche Bayern Monaco e Viktoria Pilzen.

Invece, nonostante un inizio di stagione in salita, con le 4 sconfitte rimediate in campionato (oltre a quella all’esordio europeo contro il Bayern), i nerazzurri hanno visto il loro momento di svolta nello scontro diretto dello scorso 4 ottobre a San Siro contro i catalani, battuti per 1 a 0 grazie al gol dell’ex Milan Çalhanoğlu, prestazione poi confermata una settimana dopo al Camp Nou, dove il biscione ha sfiorato il colpaccio e ha praticamente messo in cassaforte il passaggio tra le prime 16 in Europa.

Credits: eurosport.it

In questo caso è stato importante l’apporto del mister piacentino, coraggioso nel non rinnegare le sue scelte, come per esempio quella di alternare i due portieri Handanovic e Onana, e favorire la crescita di elementi come Di Marco, diventato a tutti gli effetti un titolare e capace di coprire sia la fascia sinistra sia il ruolo di terzo centrale nella difesa a 3. In più, si è rilevata fondamentale la rinascita di Lautaro Martinez, soprattutto in seguito all’infortunio di Lukaku, e quella di Nicolò Barella, apparso a inizio stagione più svogliato e nervoso rispetto al passato, ma che ora si sta confermando ai livelli di Euro 2020.

In attesa come detto del Milan, in seguito alle grandi prestazioni offerte da Napoli e Inter e alla clamorosa eliminazione delle tre spagnole Barcelona, Atletico Madrid e Siviglia, sognare a distanza di 17 anni dall’ultima volta (Milan-Inter, quarti di finale 2005) un nuovo derby di coppa è ormai piĂą che lecito.

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