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Malta

Qormi meccanico geniale e ladro seriale: furti orchestrati anche dal carcere

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Un meccanico lodato da tutti… ma anche abilissimo a rubare auto. Ecco il doppio volto di Abdulsalam Salem Benhamed, un 52enne di nazionalità libica, attualmente in carcere in attesa di giudizio. Secondo quanto emerso in aula, sarebbe riuscito persino a organizzare il recupero di uno dei veicoli rubati… direttamente dal carcere, usando il telefono della prigione per chiamare un carro attrezzi!

I fatti risalgono al periodo tra maggio e agosto: Benhamed, che si dichiara innocente, è stato collegato a una serie di furti spettacolari e ben orchestrati, tra cui automobili di lusso, motociclette, pezzi di ricambio e persino un generatore industriale. Tutto è partito da un furto multiplo scoperto in un autosalone di Qormi lo scorso 14 luglio.

A raccontare i dettagli è stato l’ispettore della squadra reati maggiori, Jeffrey Scicluna: “Il proprietario dell’autosalone ha trovato diversi veicoli scomparsi. Tra questi un Landrover Defender del valore di €30.000, un Toyota Hilux da €20.000, quattro motociclette da €3.000 l’una, un set di pneumatici e un set di cerchioni da €1.000 ciascuno. Mancavano anche alcune parti di ricambio, ma non è stato possibile stimarne il valore.”

Le telecamere di sorveglianza della zona hanno immortalato una Toyota Vitz, già denunciata come rubata a maggio a Paola, che girava più volte intorno alla zona prima di fermarsi. Nelle immagini si vede chiaramente una persona alla guida del Landrover Defender e, due ore dopo, dello stesso Toyota Hilux. “Ho subito sospettato fosse Benhamed: era riconoscibile e aveva già usato lo stesso metodo in un altro caso aperto” ha affermato Scicluna.

Tracciando il proprietario della Toyota Vitz, gli agenti hanno ottenuto un’altra registrazione video: si vede un uomo (che appare essere Benhamed) arrivare in bici con una batteria in mano, cambiarla e andarsene via con l’auto. Il proprietario, accortosi del furto in tempo reale, lo ha inseguito in un’altra vettura e lo ha raggiunto in un complesso di garage. “Quella è la mia macchina!” ha urlato. Ma la risposta di Benhamed è stata glaciale: “Ti dirò io a chi appartiene…” A quel punto, impaurito, il proprietario si è allontanato e ha denunciato tutto alla polizia. Quando gli agenti sono arrivati sul posto, l’auto non c’era più.

Il 17 luglio, il figlio del proprietario dell’autosalone ha segnalato il ritrovamento del Landrover a Fgura, accanto al Toyota Hilux, che presentava il parabrezza danneggiato. C’era anche un terzo veicolo, apparentemente un Toyota, ma che si è rivelato essere un furgone Samsung rubato il 23 giugno. All’interno del Landrover sono state trovate due motociclette anch’esse rubate. Nel furgone, invece, un generatore industriale sottratto da un cantiere il 1° luglio e una mini-moto giocattolo trafugata dallo showroom.

Un meccanico dalle mani d’oro

Benhamed, secondo l’ispettore, era “un meccanico eccezionale, stimato da tutti”. Talmente bravo da riparare un carrello elevatore all’interno dello stesso autosalone, per poi usarlo per caricare la merce sul Landrover che avrebbe successivamente rubato. Lo stesso dicasi per il furgone Samsung: era stato portato in officina per un problema all’accensione, e lui lo ha sistemato… prima di rubarlo.

Una fuga per un soffio

La polizia, nel tentativo di rintracciarlo, aveva ricevuto una soffiata: Benhamed stava lavorando in un cantiere a Fgura. Arrivati sul posto, hanno trovato una Kia in riparazione, cibo su un tavolo e due cappellini – uno dei quali identico a quello visto nei video dello showroom. Ma Benhamed non c’era. Appena è tornato, ha capito subito che c’erano agenti ad attenderlo, è salito in auto, ha fatto retromarcia ed è fuggito. Di lui, in quel momento, nessuna traccia.

Il 29 luglio, l’ispettore Scicluna ha ricevuto notizia del furto di una Subaru J10 avvenuto due giorni prima. Nelle riprese delle telecamere si vedevano due persone uscire dalla Toyota Vitz rubata e salire sulla Subaru, per poi scappare. L’auto è stata ritrovata il 1° agosto a Santa Venera.

Il 9 agosto è stato denunciato un altro furto: un Mazda Titan rubato da Ħamrun. Le immagini mostrano Benhamed aggirarsi nella zona proprio durante il furto. Il giorno dopo, la Toyota Vitz è stata avvistata a Balzan. Poco distante, un agente ha trovato Benhamed addormentato all’interno di un altro veicolo rubato.

È stato arrestato e incriminato l’11 agosto.

Un carro attrezzi… dalla prigione

Due giorni dopo l’arresto, la polizia ha ricevuto una soffiata anonima: un Peugeot Bipper rubato tra il 20 e il 30 luglio era stato lasciato in una strada di Mosta. Gli agenti si sono recati sul posto. Mentre erano lì, è arrivato un carro attrezzi per trainare il furgone. Ma nessuno lo aveva chiamato… se non proprio Benhamed, direttamente dalla prigione!

Il conducente del carro attrezzi ha spiegato di conoscere Benhamed, avendoci lavorato in passato. Ha raccontato che era stato contattato da un numero che, dopo le verifiche, si è rivelato appartenere alla linea telefonica del carcere. Benhamed gli aveva ordinato di trasportare il veicolo a Santa Venera. Il conducente, collaborativo, ha eseguito l’ordine… con la polizia che nel frattempo teneva tutto sotto controllo.

Poco dopo, un altro cittadino libico si è avvicinato al furgone. Interrogato dagli agenti, ha dichiarato di non sapere nulla, ma che Benhamed lo aveva chiamato da una linea fissa – sempre quella del carcere – per chiedergli di parcheggiare il furgone vicino casa sua perché doveva spostarlo in vista della festa di Santa Marija.

Alla luce delle prove raccolte, la magistrata Astrid May Grima ha stabilito che ci sono elementi sufficienti per mandare Benhamed a processo.

L’accusa è rappresentata dall’avvocatessa dell’Avvocatura Generale Giuliana Magro Conti, assistita dagli ispettori di polizia Jeffrey Scicluna e Ian Vella. L’imputato è difeso dal procuratore legale Brian Camilleri, in sostituzione dell’avvocato Nicholas Mifsud.

Foto: [Archivio Times Of Malta]

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