Il commissario per la disabilità inizierà a erogare rimborsi per la terapia ABA dopo che una madre ha portato la questione al Mediatore.
Il reclamo di una madre contro il rifiuto del commissario per la disabilità di rimborsare il costo della terapia per la figlia ha portato a un cambiamento di politica, con le domande risalenti al 2023 che ora vengono riesaminate.
A luglio 2026 la madre ha presentato un reclamo al Commissario per l’Istruzione, presso l’Ufficio del Mediatore, dopo che la Commissione per i diritti delle persone con disabilità (CRPD) aveva rifiutato di approvare i rimborsi per l’Analisi comportamentale applicata (ABA) nell’ambito del regime di rimborso per la terapia.
L’ABA è un approccio per comprendere e modificare il comportamento, comunemente utilizzato per sostenere i bambini con disabilità dello sviluppo, incluso l’autismo.
La CRPD ha sostenuto che la terapia ABA non fosse regolamentata a Malta, che mancassero standard locali consolidati e che potesse comportare rischi se non erogata in modo appropriato ed etico. Ha affermato che la sua posizione era motivata dalla preoccupazione per la sicurezza e il benessere delle persone con disabilità e dall’assenza di un quadro normativo che disciplinasse la terapia.
Tuttavia, la madre ha sostenuto che la posizione fosse contraddittoria e discriminatoria, dato che i servizi basati sull’ABA erano già finanziati dal governo e forniti all’interno del sistema scolastico statale.
Ha spiegato che la terapia privata era diventata l’unica opzione praticabile per la sua famiglia dopo che aveva perso fiducia nel fornitore convenzionato con lo Stato, in seguito a un episodio che aveva coinvolto la figlia. Di conseguenza, la famiglia doveva affrontare costi considerevoli per le cure private.
Il Commissario per l’Istruzione Vincent De Gaetano ha osservato che, mentre la CRPD si opponeva al rimborso della terapia ABA ottenuta privatamente per via della sua mancata regolamentazione, lo stesso tipo di terapia veniva finanziata con risorse pubbliche in altri contesti.
Ha ritenuto questa distinzione incoerente e potenzialmente discriminatoria nei confronti dei genitori che, per ragioni valide, dovevano rivolgersi privatamente alla terapia ABA.
Il commissario ha concluso che il rifiuto generalizzato di concedere rimborsi o crediti d’imposta per la terapia ABA sollevava seri dubbi di cattiva amministrazione. Ha descritto la politica come “irragionevole, ingiusta, impropriamente discriminatoria e sbagliata in linea di principio”, soprattutto alla luce del finanziamento governativo dei servizi basati sull’ABA.
Ha raccomandato alla CRPD di ritirare il veto generalizzato su rimborsi e crediti d’imposta per la terapia ABA e ha invitato la madre a presentare la necessaria domanda ai sensi del regime di rimborso per la terapia. Dopo l’intervento del commissario, la CRPD ha confermato che il divieto generalizzato sui rimborsi per la terapia ABA era stato revocato.
Ha inoltre confermato che le domande presentate dall’introduzione del regime nel 2023 sono in fase di revisione, e che quelle idonee ancora in sospeso saranno rimborsate una volta ottenute le informazioni necessarie.
Si è inoltre impegnata a pubblicare un elenco di terapisti ABA i cui servizi rientreranno nel regime e a valutare altri terapisti su richiesta dei genitori.
Fonte: Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/ombudsman-intervention-lifts-ban-aba-therapy-refunds-children.1136668
Immagine generata con AI – Gazzetta di Malta
Traduzione dell’articolo originale del Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/ombudsman-intervention-lifts-ban-aba-therapy-refunds-children.1136668
Traduzione fatta con sistema di agenti AI e potrebbero esserci errori.