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Malta

Malta, due minorenni in custodia per furti negli hotel e droga

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I due adolescenti erano noti alla polizia di comunità e avevano avuto un’infanzia difficile. Foto d’archivio.

Due adolescenti sono stati posti in custodia cautelare dopo essere stati accusati di una serie di furti negli hotel.

I due ragazzi, di 15 e 17 anni residenti a St Paul’s Bay, sono stati inoltre accusati di detenzione di cannabis e cocaina ai fini di spaccio, mentre il più giovane deve rispondere di ulteriori accuse relative a denaro contraffatto.

Entrambi si sono dichiarati non colpevoli delle accuse.

La corte ha appreso che i presunti furti riguardavano borse, telefoni cellulari e tablet, che avrebbero tenuto in loro possesso.

La difesa ha chiesto la libertà su cauzione, ma l’accusa si è fermamente opposta, sostenendo che, nonostante la giovane età, i due ragazzi sono chiamati a rispondere di accuse molto gravi e che le indagini sono ancora in corso.

Alla corte è stato riferito che i due minori avrebbero ammesso che uno di loro deteneva la droga per conto dell’altro. L’ispettore Ivan Mifsud ha dichiarato che nessuno dei due minori lavora né frequenta la scuola. Ha aggiunto che vi è una “preoccupazione concreta” che possano continuare a commettere reati e coinvolgersi ulteriormente in attività criminali.

La corte ha inoltre appreso che il diciassettenne ha un altro procedimento pendente relativo a furto semplice, per il quale è stato citato in giudizio anziché essere arrestato.

L’ispettore Mifsud ha detto di conoscere entrambi i ragazzi già prima di questo caso attraverso il suo lavoro nella Community Policing. Parlando del quindicenne, ha affermato che il ragazzo aveva mostrato segni di comportamento criminale sin da giovanissimo e che da tempo non frequentava la scuola.

Ha aggiunto che, intorno ai 14 anni, il ragazzo frequentava zone note per lo spaccio di cannabis e aveva persino sfidato gli agenti dicendo loro che non potevano procedere all’arresto perché era ancora minorenne.

L’ispettore Mifsud ha inoltre testimoniato sulle difficili condizioni familiari del minore. Ha detto che la madre del ragazzo lavorava per molte ore, che il ragazzo non aveva un materasso su cui dormire e teneva i propri vestiti in una scatola. Ha aggiunto che in precedenza la madre ne aveva denunciato la scomparsa per circa due settimane, durante le quali sarebbe stato ospitato dall’altro imputato.

L’avvocato Rachel Tua ha sostenuto che i due minori avevano imboccato la strada sbagliata, ma che non potevano essere ritenuti interamente responsabili delle circostanze in cui erano cresciuti. Ha dichiarato alla corte che erano cresciuti in un contesto familiare che non forniva loro il sostegno di cui avevano bisogno e ha argomentato che la società li aveva abbandonati. Ha sottolineato che la detenzione non risolverebbe il problema e potrebbe persino peggiorare la situazione.

Ha detto alla corte che ai due andrebbe fornito il sostegno necessario, compresa una sistemazione alternativa se richiesta, insieme a condizioni rigorose, affinché abbiano l’opportunità di rimettere in sesto le proprie vite.

La corte ha respinto la richiesta di libertà su cauzione.

L’accusa è stata sostenuta dagli ispettori Diane Agius e Ivan Mifsud, insieme all’avvocato Martina Calleja dell’Office of the Attorney General. L’avvocato Rachel Tua ha rappresentato entrambi i minori.

Il magistrato Lara Lanfranco ha presieduto il procedimento.

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