Il governo si prepara a rimettere mano alle regole dell’edilizia maltese: nelle prossime settimane avvierà una consultazione pubblica sugli obiettivi per la revisione della politica, delle linee guida e degli standard di progettazione per il controllo dello sviluppo 2015 (DC15). L’annuncio segue i progressi del Parlamento sulla riforma del diritto di ricorso in materia di pianificazione. Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture, della Pianificazione e dell’Occupazione Jonathan Attard, durante l’intervento di chiusura della National Property Conference 2026.
Nel suo intervento, il ministro Attard ha affermato che la revisione del DC15 dovrebbe portare a un quadro più chiaro e coerente, meglio adatto alle realtà attuali e future, con una forte enfasi sulla qualità architettonica, sulla tutela del patrimonio costruito e sul miglioramento della qualità residenziale.
“Dopo il passo importante compiuto con la riforma del diritto di ricorso, siamo ora pronti ad aprire una discussione nazionale sul futuro del DC15. Vogliamo una politica che rifletta le priorità di oggi e che collochi la qualità al centro dello sviluppo”, ha dichiarato il ministro Attard.
Il ministro ha anche fatto riferimento alla necessità di rivedere i piani locali, oggetto di un dibattito in corso negli ultimi anni. Ha ricordato che nel corso degli anni sono state effettuate diverse revisioni parziali per far fronte al mutare delle circostanze e alle esigenze in evoluzione.
In questo contesto, il ministro ha annunciato che, nei prossimi mesi, il governo avvierà un processo di revisione dei piani locali, suddiviso in diverse aree tematiche, in modo che ciascun tema possa essere affrontato secondo le sue caratteristiche, sfide e requisiti specifici.
Ha spiegato che non tutte le aree hanno le stesse caratteristiche, né ogni attività ha gli stessi requisiti. “Non possiamo continuare a trattare realtà diverse secondo gli stessi standard. Abbiamo bisogno di un approccio che riconosca queste differenze, comprenda le esigenze e sia in grado di offrire soluzioni appropriate per ciascuna situazione particolare. Vogliamo portare avanti questo processo attraverso un dialogo aperto, la consultazione e un’analisi seria”, ha detto il ministro Attard.
Il ministro ha sottolineato che la sfida del Paese non è scegliere tra crescita economica e qualità della vita, ma garantire che le due cose procedano di pari passo. Ha spiegato che la revisione del DC15 e il lavoro sui piani locali fanno parte di una visione più ampia di riforma dei settori dell’edilizia e della pianificazione. Ne fanno parte anche il Codice nazionale per l’edilizia e le costruzioni, la concessione di licenze agli operatori e il sistema delle Skill Cards.
Il ministro ha inoltre spiegato che questo lavoro è parte integrante di Malta Vision 2050, che pone al centro dello sviluppo del Paese la qualità della vita, la competitività economica, la sostenibilità e il benessere delle persone. Ha osservato che gli stessi principi si riflettono nel bilancio 2027, che mira a un settore delle costruzioni più produttivo, tecnologicamente avanzato e guidato da standard più elevati.
Ribadendo l’impegno del governo al dialogo e alla consultazione con tutte le parti interessate, il ministro ha sottolineato che la consultazione non significa concedere un diritto di veto, e che il governo mantiene la responsabilità ultima di bilanciare tutti gli interessi legittimi e di prendere decisioni nel migliore interesse del Paese e delle sue comunità.
Nel contesto dei recenti sviluppi del settore, il ministro Attard ha anche espresso preoccupazione per alcuni episodi verificatisi nelle ultime settimane. Tra questi, il pignoramento dei beni personali di un sindaco in conseguenza di un ricorso presentato per conto di un comune, nonché un altro caso, reso pubblico, che riguardava un cantiere e un’abitazione privata. Ha sostenuto che situazioni di questo tipo non aiutano a rafforzare la fiducia nel comparto né a migliorare la sua reputazione.
“In un sistema moderno e giusto, vanno rispettati sia il diritto di una persona di presentare una domanda di sviluppo, sia il diritto di un’altra persona di ricorrere alle procedure di appello e ai rimedi previsti dalla legge. La mia preoccupazione non riguarda solo un caso specifico, ma anche il precedente che potrebbe creare. Quando questo tipo di azione inizia a essere utilizzata, c’è un rischio concreto che altri seguano la stessa strada, e ciò che oggi è un caso isolato potrebbe diventare domani una tendenza”, ha dichiarato il ministro Attard.
Ha quindi affermato che il governo sta valutando se possa essere necessario un ulteriore intervento legislativo per garantire che chiunque possa esercitare i propri diritti senza pressioni, intimidazioni o timori all’interno del settore. Ha inoltre osservato che, mentre il governo è potuto intervenire nel caso in questione grazie a una riforma che ha rafforzato le tutele per le persone che ricoprono cariche pubbliche, la stessa possibilità non esisteva nel caso di un cittadino privato.
Concludendo il suo intervento, il ministro Attard ha fatto riferimento al Wellbeing Index proposto dal governo come nuova misura del successo nazionale. Questo indice tiene conto non solo dei risultati economici, ma anche della qualità della vita, del benessere delle famiglie e delle comunità e dell’ambiente. Ha sostenuto che lo stesso approccio dovrebbe guidare il futuro dei settori delle costruzioni e immobiliare, dove il successo andrebbe misurato in base alla qualità dello sviluppo e al valore creato per le persone e per le generazioni future.