
Un’immagine generata al computer del Culture Hub proposto ad Albert Town, Marsa. (Immagine PA)
L’Associazione maltese dell’industria dello spettacolo e delle arti ha chiesto una consultazione “adeguata” e trasparenza in merito ai piani del governo per la realizzazione di un centro culturale da diversi milioni di euro, a Marsa.
L’hub, ad Albert Town, sarà dotato di laboratori per carri e costumi di carnevale, 18 studi per rock band, studi per le prove di danza, un teatro al chiuso e uno all’aperto, un cinema 5D, un museo dedicato alle arti performative e una caffetteria. Il progetto ha ricevuto il via libera dall’Autorità di pianificazione la scorsa settimana.
“Questo sviluppo segna un importante passo a livello nazionale per rispondere all’ esigenza di lunga data di spazi per le prove e di un hub centralizzato per la cultura a Malta”, ha dichiarato l’associazione, aggiungendo che si è trattato di una questione per la quale si è battuta a lungo.
“Non possiamo però costruire qualcosa di così importante senza coinvolgere il settore e comprendere la domanda. Si tratta di un progetto molto atteso dalla popolazione, e non è possibile che la comunità creativa non faccia parte dei suoi progetti”, ha dichiarato l’associazione in un comunicato.
Nel richiedere una consultazione, l’associazione ha chiesto quali strategie di ricerca siano state condotte per garantire che le esigenze della comunità creativa maltese siano soddisfatte. Come verrebbe gestito l’hub? Sarebbe sotto il controllo di organizzazioni culturali pubbliche?
“È fondamentale garantire che la gestione di questo spazio non diventi un centro monopolizzato da enti pubblici, ma che segua un approccio dinamico e collaborativo”, si insiste.
Inoltre, ha sottolineato la necessità di esaminare le motivazioni alla base delle assegnazioni di spazi specifici. È essenziale bilanciare l’assegnazione degli spazi per soddisfare le esigenze effettive della comunità creativa e le richieste del pubblico, e l’hub dovrebbe essere progettato per facilitare un uso dinamico e interdisciplinare dello spazio.
Dovrebbe inoltre esserci una strategia chiara su come il nuovo hub si integrerà con il settore privato, senza entrare in competizione con esso.
Esigenze urgenti di spazio ancora da affrontare
L’associazione ha affermato che la necessità di spazi per le prove e gli studi non può attendere lo sviluppo di un nuovo polo culturale. Eventi recenti, come la perdita dei garage utilizzati dalle band per le prove, hanno evidenziato l’urgenza di soluzioni immediate.
“Il problema è cresciuto e si è evoluto drasticamente a causa dell’aumento dei prezzi degli immobili e del continuo sovrasviluppo. Potersi permettere uno spazio è diventato quasi impossibile, ostacolando la sostenibilità delle pratiche creative e delle imprese”, ha insistito l’associazione.