La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato che l’Artico è «uno dei luoghi in cui si scontrano le placche tettoniche della geopolitica».
L’UE ha presentato martedì un piano per rafforzare la sorveglianza nell’Artico e ampliare la flotta di rompighiaccio, mentre si contende la regione chiave con Russia, Stati Uniti e Cina.
Mentre Mosca ha rafforzato la propria presenza militare e Washington ha minacciato la Groenlandia, il blocco di 27 Paesi è stato costretto a spostare le proprie priorità artiche dalle questioni climatiche a quelle di sicurezza.
«L’Artico è uno dei luoghi in cui si scontrano le placche tettoniche della geopolitica», ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
«Quando vediamo che sovranità, integrità territoriale e le regole che hanno garantito la stabilità nella regione non possono più essere date per scontate, dobbiamo agire e cambiare la nostra postura strategica».
Nel nuovo piano Bruxelles intende rafforzare la sorveglianza nella regione potenziando il monitoraggio satellitare e istituendo un hub per la «sicurezza marittima».
L’iniziativa mira a mettere in comune in modo più efficace i dati centrali dell’UE e quelli degli Stati membri per proteggere infrastrutture come i cavi sottomarini e per monitorare minacce come la «flotta ombra» russa di petroliere che aggirano le sanzioni.
«La Russia sta espandendo la propria presenza militare nell’estremo nord. Mosca ha riaperto basi dell’era sovietica e sta testando nuove armi nella regione», ha dichiarato la responsabile della politica estera dell’UE Kaja Kallas.
«Le incursioni di droni, il disturbo del segnale GPS e il sabotaggio dei cavi sottomarini minano la sicurezza artica».
Nel frattempo, poiché è in ritardo rispetto alla Russia, il blocco vuole aumentare il numero di rompighiaccio a disposizione dell’Europa e «svilupperà opzioni per l’acquisto congiunto, la messa in comune e la condivisione» delle capacità chiave.
Con tre Paesi artici tra i suoi 27 membri – Danimarca, Finlandia e Svezia – l’UE è coinvolta in prima persona.
La competizione nell’Artico è in crescita da tempo, man mano che il riscaldamento globale fa sciogliere il ghiaccio marino. Mosca, Pechino e Washington hanno intensificato le attività, nella corsa alle risorse naturali e alle nuove rotte marittime.
Sostegno alla Groenlandia
Ma la necessità dell’UE di un nuovo approccio è emersa chiaramente quando il presidente statunitense Donald Trump ha iniziato a fare richieste al territorio autonomo danese della Groenlandia.
Sebbene il tono di Trump si sia raffreddato dall’inizio dell’anno, fino alla firma di un accordo di sicurezza con la Groenlandia e la Danimarca, molti in Europa restano diffidenti.
A settembre von der Leyen ha annunciato un pacchetto da 200 milioni di euro (232 milioni di dollari) per la Groenlandia, durante una visita in cui ha dichiarato che l’UE ha deciso di «essere più presente e più coinvolta in Groenlandia e nell’Artico».
Alcune delle iniziative elencate nella strategia sembrano mirare a ridurre le dipendenze da Washington.
Bruxelles prevede un cavo sottomarino «sovrano e sicuro» per collegare la Groenlandia alla terraferma dell’UE, nell’ambito di un più ampio progetto di cavo «Pan-Artico» che collegherebbe anche Canada, Giappone e Corea del Sud.
Il blocco sta inoltre lavorando per garantire la connettività satellitare nell’Artico attraverso il progetto di costellazione satellitare IRIS², che punta a rivaleggiare con Starlink di Elon Musk.
La strategia sottolinea la necessità di cooperare con Paesi non UE «affini», come Canada, Regno Unito e Norvegia, e prevede un vertice regolare dei partner della «Northern Neighbourhood».
Sono previsti anche investimenti in progetti di energia rinnovabile e di materie prime critiche, insieme ad altre iniziative.
Nel frattempo, il commissario UE per l’energia Dan Jorgensen ha affermato che la posizione del blocco «sulle trivellazioni nell’Artico resta la stessa ed è molto chiara: petrolio, carbone e gas devono restare sottoterra».
Ciò è avvenuto dopo le pressioni della Norvegia, Paese non UE che punta a ulteriori trivellazioni nell’Artico, affinché Bruxelles ammorbidisse la propria posizione.
Tuttavia, la nuova strategia ha abbandonato l’impegno a promuovere a livello internazionale un divieto di sviluppo di petrolio e gas nella regione, una mossa accolta con favore da Oslo.