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Serbia al voto domenica: il partito di Vučić sfida il movimento studentesco

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I sostenitori accendono fumogeni rossi durante il comizio elettorale dell’ex presidente serbo Aleksandar Vucic a Nis, il 21 ottobre 2026, quattro giorni prima delle elezioni anticipate del Paese.

La Serbia vota domenica in quella che si preannuncia come la competizione parlamentare più accesa degli ultimi 14 anni, mentre un movimento guidato dagli studenti cerca di rovesciare il partito del veterano leader Aleksandar Vučić.

Il voto anticipato è il culmine di quasi due anni di proteste guidate dagli studenti, innescate dal crollo nel 2024 di una pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, che ha causato la morte di 16 persone: una tragedia ampiamente attribuita alla corruzione.

La tragedia ha scatenato alcune delle più grandi proteste in Serbia dalla caduta dell’uomo forte Slobodan Milošević nel 2000.

La Lista degli Studenti, una selezione di candidati sostenuta dal movimento, sostanzialmente senza leader, rappresenta ora la sfida più grande per il partito populista di destra di Vučić, il Partito Progressista Serbo (SNS), che ha dominato la politica per tutto il suo mandato.

Alta affluenza

Diciotto liste elettorali si contendono i seggi del parlamento serbo di 250 membri, ma i sondaggi indicano che la sfida è sostanzialmente una scelta tra il partito al governo e la lista sostenuta dagli studenti.

Diversi importanti partiti d’opposizione hanno scelto di non presentarsi, esortando invece i sostenitori a votare per gli studenti.

Si prevede un’affluenza insolitamente alta tra i 6,4 milioni di elettori registrati.

Nei decenni successivi alla caduta di Milošević, quando circa il 70 per cento dei cittadini si recò alle urne per rovesciarlo, la partecipazione parlamentare è calata, attestandosi in media poco sopra il 55 per cento durante il governo del SNS.

Per quasi due anni gli studenti hanno organizzato manifestazioni e marce in tutta la nazione balcanica per raggiungere direttamente gli elettori e contrastare la macchina mediatica dell’SNS.

Le loro proteste hanno regolarmente attirato folle enormi: all’ultimo comizio prima delle elezioni a Belgrado, giovedì, circa 150.000 persone sono scese in strada, secondo un osservatorio indipendente sulle proteste.

Vučić ha anche condotto una campagna in tutto il Paese, abbracciando cittadini nei villaggi e nelle città, accusando ripetutamente il movimento studentesco di aver ordito un colpo di Stato finanziato dall’estero.

“Non dimentichiamo mai come hanno cercato di far crollare il nostro Stato. Proteggiamolo e difendiamolo sempre”, ha detto ai sostenitori nel comizio finale del suo partito a Belgrado.

Politici alle prime armi

La maggior parte dei 250 candidati della Lista degli Studenti sono esperti di settori come il mondo accademico e quello artistico, con poca esperienza politica.

Il movimento ha una piattaforma ampia, incentrata sull’impegno a combattere la corruzione.

Si è evoluto dalla richiesta di un’indagine trasparente sulla tragedia di Novi Sad alla richiesta di elezioni anticipate.

Di fronte a loro c’è Vučić, il volto del suo partito, che ha cercato di costruirsi l’immagine di uno statista indispensabile, camminando su una corda diplomatica tra la vicina Unione Europea e il suo stretto alleato Russia.

Sotto crescente pressione, il 56enne ha indetto il voto anticipato il mese scorso, citando “grandi turbolenze sulla scena politica interna”.

Il leader populista di destra ha interrotto il suo secondo mandato presidenziale per candidarsi a primo ministro.

Feste di voto in pigiama

Pochi giorni prima del voto, le organizzazioni della società civile serba hanno avvertito che le condizioni per “elezioni libere ed eque” non sono garantite.

“Questa valutazione non si basa su episodi isolati, su rivendicazioni dell’opposizione o su disaccordi politici con il governo”, si legge in una dichiarazione congiunta di 24 organizzazioni.

“È supportata da riscontri documentati di organizzazioni serbe indipendenti che operano in diversi settori”.

Osservatori nazionali e internazionali monitoreranno il voto, mentre gli studenti hanno mobilitato un gran numero di volontari per sorvegliare il processo.

I seggi in Serbia apriranno alle 7:00 (ore 6:00 GMT) e chiuderanno alle 20:00.

Le autorità elettorali hanno ordinato che il voto all’estero segua gli orari serbi, costringendo alcuni elettori a votare nelle primissime ore del mattino.

A Chicago, sede di una delle più grandi comunità serbe degli Stati Uniti, i seggi apriranno all’1:00 ora locale, spingendo gli elettori a organizzare sui social media le cosiddette “feste di voto in pigiama”.

Ma molti elettori all’estero devono affrontare un ostacolo maggiore: il numero limitato di seggi costringe alcuni a percorrere centinaia o persino migliaia di chilometri per esprimere il proprio voto.

Fonte: Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/serbia-votes-ruling-party-facing-ascendant-student-movement.1136124

Immagine generata con AI – Gazzetta di Malta

Traduzione dell’articolo originale del Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/serbia-votes-ruling-party-facing-ascendant-student-movement.1136124

Traduzione fatta con sistema di agenti AI e potrebbero esserci errori.

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