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Ryanair contro l’ATC francese: “Senza riforme inevitabili cancellazioni”

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Ryanair chiede al Governo francese di riformare con urgenza il sistema di controllo del traffico aereo (ATC).

La richiesta arriva dopo la pubblicazione di un duro rapporto del senatore Vincent Capo-Canellas, secondo cui la DSNA, l’ente francese che gestisce il controllo del traffico aereo, soffre di una cronica carenza di personale, di bassa produttività, utilizza tecnologie obsolete e non sarà in grado di sostenere la futura crescita del traffico senza un’immediata riforma.

Secondo il rapporto, in assenza di nuove misure Eurocontrol, si stima che entro il 2030 il sistema francese di controllo del traffico aereo non sarà più in grado di assorbire la domanda di voli, con la conseguente cancellazione “inevitabile e strutturale” di una parte dei collegamenti.

Per Ryanair, si tratterebbe della conferma del fallimento del principale Paese europeo per i sorvoli e di una situazione inaccettabile per passeggeri, compagnie aeree e mercato unico dell’aviazione.

Infatti, secondo la compagnia irlandese, il problema non sarebbe la crescita del traffico, bensì la gestione del controllo del traffico aereo.

Inoltre, Ryanair sostiene che l’attuale crisi di capacità dell’ATC francese dimostri ancora una volta la mancata tutela dei voli in sorvolo durante gli scioperi.

La compagnia sottolinea che, mentre le norme sui servizi minimi garantiscono la continuità di molti voli nazionali, i collegamenti tra altri Paesi dell’Unione Europea che sorvolano la Francia continuano a subire ritardi e cancellazioni.

Per questo motivo chiede al Governo francese e alla Commissione europea di estendere la protezione anche ai voli in sorvolo durante gli scioperi, nel rispetto del diritto di sciopero dei controllori di volo.

Stando alle stime del rapporto, entro il 2035 i ritardi del controllo del traffico aereo francese potrebbero costare alle compagnie aeree fino a 1,7 miliardi di euro l’anno.

A incidere sarà anche il previsto pensionamento del 30% dei controllori di volo, destinato ad aggravare l’attuale carenza di personale.

Evidenziata anche la produttività dell’ATC francese al di sotto della media europea, sottolineando come in Francia occorrono circa cinque anni per formare un controllore di volo, contro meno di due anni in Paesi come Regno Unito e Irlanda.

Il rapporto del Senato mette in luce i ritardi del programma di modernizzazione della DSNA, con alcuni progetti chiave in ritardo di tredici anni rispetto al cronoprogramma.

A tal proposito, secondo quanto contenuto nel documento, il sistema continua a fare affidamento su infrastrutture obsolete, come le strisce di carta per i piani di volo e sistemi radio risalenti agli anni Novanta, per i quali i pezzi di ricambio stanno diventando sempre più difficili da reperire.

Alla luce di queste criticità, Ryanair chiede al Governo francese di intervenire senza ulteriori ritardi avviando un piano straordinario di assunzioni di controllori di volo fino al 2030, riducendo i tempi di formazione, migliorando l’organizzazione dei turni e incrementando la produttività.

La compagnia irlandese propone anche un bilancio dedicato alla DSNA, affinché i proventi delle tariffe del controllo del traffico aereo vengano reinvestiti nella capacità operativa e in sistemi moderni.

Secondo Ryanair, senza queste riforme la Francia rischia di trasformarsi in un collo di bottiglia permanente dello spazio aereo europeo, con ripercussioni sull’intera rete dell’aviazione continentale.

Queste le parole di Neal McMahon, Chief Operations Officer di Ryanair: “Questo rapporto del Senato francese conferma ciò che le compagnie aeree e i passeggeri sanno da anni: il controllo del traffico aereo francese è l’anello più debole d’Europa: gestito in modo disastroso, a corto di personale, poco produttivo e che utilizza ancora una tecnologia da museo.

È incredibile che la Francia continui a utilizzare schede di volo cartacee e sistemi radio obsoleti, mentre il suo cosiddetto programma di modernizzazione è in ritardo di oltre un decennio rispetto al previsto. Non si tratta di sfortuna. Non si tratta di un problema di finanziamenti. Si tratta di un fallimento gestionale“.

McMahon avverte: “Il rapporto evidenzia chiaramente che, senza una riforma urgente, entro il 2030 la Francia non sarà più in grado di gestire la domanda di voli, una situazione del tutto inaccettabile per un fornitore di servizi in regime di monopolio“.

E spiega: “Ciò rappresenterebbe un disastro per i passeggeri, le compagnie aeree e il mercato aeronautico europeo, con i ritardi causati dal controllo del traffico aereo francese destinati a costare alle compagnie aeree fino a 1,7 miliardi di euro all’anno entro il 2035“.

McMahon prosegue: “È inoltre inaccettabile che gli scioperi del controllo del traffico aereo francese continuino a causare inutili disagi ai voli in sorvolo tra due paesi non francesi.

La Francia tutela già i voli nazionali durante gli scioperi del controllo del traffico aereo attraverso norme sul servizio minimo garantito, eppure i passeggeri che sorvolano la Francia, ad esempio tra l’Irlanda e la Spagna, o tra il Regno Unito e l’Italia, subiscono ancora ingiustamente ritardi o cancellazioni“.

Non manca l’appello a Francia e Commissione europea: “Devono ora proteggere i sorvoli durante gli scioperi del controllo del traffico aereo francese, pur rispettando il diritto di sciopero dei sindacati francesi del controllo del traffico aereo“.

E continua: “Il governo francese deve agire ora. La DSNA ha bisogno di un reclutamento illimitato di controllori fino al 2030, tempi di formazione più brevi, una migliore gestione dei turni, una maggiore produttività e un bilancio dedicato che garantisca che i canoni di controllo del traffico aereo siano reinvestiti in sistemi moderni e in capacità“.

McMahon puntualizza: “Non si può permettere che la Francia diventi il collo di bottiglia permanente dello spazio aereo europeo a causa di anni di cattiva gestione del controllo del traffico aereo. La rete aeronautica europea non dovrebbe essere ostaggio dell’incapacità della DSNA di reclutare personale, modernizzarsi e migliorare la produttività“.

Infine, la chiosa: “Il tempo delle scuse è finito. È ora di riformare“.

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