Papa Francesco effettuerà un viaggio apostolico in Ungheria tra il 28 e il 30 aprile. Nel 2021 il presidente dell’Ungheria, Katalin Novák lo aveva invitato e l’anno successivo, nell’agosto 2022, la politica si è recata in Vaticano per incontrarlo. Novák, esponente della Chiesa riformata, ha più volte assicurato la sua profonda fede cattolica e la sua adesione ai fondamentali valori della famiglia.
Il Santo Padre visiterà un istituto per bambini ciechi e ipovedenti, oltre agli appuntamenti ufficiali con i rappresentanti dello Stato e della Chiesa locale. Questa volta, la visita del Papa è chiaramente orientata a tematiche sociali.
Il suo è anche un viaggio di speranza, è un chiaro segnale per Putin, nonostante la guerra in Ucraina sia ancora in corso e gli organismi internazionali sembrino non trovare una soluzione. Papa Francesco non ha rinunciato all’idea di riallacciare il filo del dialogo tra Kiev e Mosca, e cerca ormai uno spiraglio all’orizzonte per l’offensiva di primavera che la Russia sta preparando.
Questa visita assume una particolare importanza, poiché nel giugno dell’anno precedente l’influente metropolita ortodosso Hilarion è stato trasferito a Budapest, in polemica con il Patriarca Kirill, con cui aveva collaborato per 13 anni presso il Dipartimento degli Affari Ecclesiastici del Patriarcato. Anche se non fa più parte del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa, Hilarion mantiene ottimi rapporti con il Cremlino.
Durante la sua visita a Budapest, Papa Francesco avrà colloqui con le autorità ungheresi, in particolare con il Primo Ministro Viktor Orban. Orban è uno dei pochi leader europei che ha resistito alle sanzioni contro la Russia e all’ingresso della Svezia e della Finlandia nella NATO. La posizione ungherese è influenzata dal fatto che il confine con la Russia, che si estende per oltre mille chilometri, presenta un rischio geopolitico.