Malta

Sliema-Gozo il collegamento veloce si arena: ricorso blocca il progetto da milioni

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Un ambizioso piano da milioni, annunciato con enfasi dal ministro dei Trasporti Chris Bonett, rischia ora di naufragare clamorosamente prima ancora di salpare. Doveva essere la grande novità dell’estate: un collegamento marittimo ad alta velocità tra Sliema, Buġibba e Gozo, annunciato per fine luglio. Ma qualcosa è andato storto, e il progetto è ora bloccato da un ricorso legale che accusa il governo di aver favorito operatori già sovvenzionati, violando le regole dell’Unione Europea.

A lanciare l’attacco è Supreme Travel Limited, meglio nota come Ta’ Ċanċu, che ha presentato un’obiezione ufficiale al Public Contracts Review Board (PCRB). L’azienda sostiene che il bando di gara sia stato costruito ad arte per escludere nuovi operatori: scadenze troppo strette, criteri tecnici proibitivi e tempi di avvio praticamente impossibili da rispettare per chi non è già attivo nel settore con mezzi HSC o DSC.

Il bando è stato pubblicato il 2 luglio, con chiusura prevista entro questa settimana, ma l’obiezione ha inevitabilmente fatto slittare tutto, mettendo a rischio l’intera operazione promessa dallo stesso Bonett per fine mese, subito dopo l’inaugurazione del nuovo frangiflutti a Buġibba.

La società, rappresentata dall’avvocato Reuben Farrugia, ha chiesto al PCRB di sospendere immediatamente la gara e riscrivere il bando secondo le normative europee sulla concorrenza. Il tempo concesso per presentare le offerte – solo 21 giorni – violerebbe la norma che impone un minimo di 30 giorni per gare legate a concessioni pubbliche.

Secondo Supreme Travel, una scadenza così stretta non tiene conto della complessità tecnica dell’appalto, né dei tempi necessari per preparare un’offerta completa. Il rischio? Favorire chi già opera nel settore e dispone di mezzi pronti all’uso.

Il ricorso cita l’interpretazione della Commissione Europea, secondo cui scadenze troppo ravvicinate possono costituire un vantaggio sleale per gli armatori già in attività, violando il principio di parità di trattamento.

Ma non è tutto. Supreme Travel contesta anche i criteri tecnici richiesti: almeno due anni di esperienza (tra il 2020 e il 2024) con imbarcazioni ad alta velocità (HSC) o a sostentamento dinamico (DSC) e almeno 10.000 viaggi passeggeri effettuati con queste navi nello stesso periodo. Requisiti che, secondo la società, sono “sproporzionati”, “discriminatori” e ostacolano la vera concorrenza.

L’azienda spiega che, pur avendo una vasta esperienza con traghetti passeggeri, non ha mai operato HSC o DSC perché economicamente insostenibili senza sussidi nelle acque maltesi. I criteri, quindi, premierebbero solo gli operatori già beneficiari di contratti pubblici.

Un ulteriore punto critico è la tempistica imposta per l’avvio del servizio: appena 21 giorni dall’aggiudicazione dell’appalto. Anche questo, secondo il ricorso, favorirebbe solo chi ha già i mezzi pronti in porto.

Il ministero si difende: “Urgenza di interesse pubblico”

In una prima replica, il Ministero dei Trasporti ha ammesso di non aver rispettato rigorosamente tutte le tempistiche previste, giustificando la scelta con “l’interesse pubblico urgente” di lanciare rapidamente il servizio.

Ha però respinto ogni accusa di favoritismi, dichiarando che la gara è stata pubblicata nel pieno rispetto delle normative e delle procedure. Secondo il ministero, la scadenza è stata fissata in base all’urgenza del servizio e al fatto che le offerte sarebbero state presentate elettronicamente – fattore che consente di ridurre il termine da 30 a 25 giorni.

Nessun partecipante, sottolinea il ministero, ha chiesto proroghe durante il periodo di chiarimento, segno che la scadenza era inizialmente considerata accettabile. Tuttavia, per spirito di collaborazione, il ministero si è detto disposto a estendere il termine a 25 o 30 giorni se lo richiederà il PCRB.

Il ministero difende inoltre i criteri richiesti per l’esperienza con HSC/DSC e per i 10.000 viaggi passeggeri, definendoli “ragionevoli e rilevanti” per garantire che l’operatore selezionato sia realmente qualificato e capace. L’esperienza specifica nel settore – ha dichiarato – è una prassi standard per garantire un servizio affidabile.

Ora la palla passa al Public Contracts Review Board, che dovrà analizzare gli argomenti di entrambe le parti prima di decidere il futuro della nuova rotta marittima annunciata con tanto clamore.

Foto: Jonathan Borg

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