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Malta

Prove sufficienti per far avanzare il caso contro il consulente di Vitals Asad Ali

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Asad Ali (a destra) con il suo avvocato Shazoo Ghaznavi fuori dal tribunale. Foto: Matteo Mirabelli

Un magistrato ha dichiarato che ci sono prove sufficienti per portare avanti il caso contro il figlio di una figura chiave nell’accordo fraudolento per la privatizzazione di tre ospedali.

Il magistrato Leonard Caruana ha inoltre respinto la richiesta di Asad Shaukat Ali di revocare un’ordinanza che gli vietava di commentare pubblicamente il caso.

Ali è il figlio di Shaukat Ali Chaudhry, che si ritiene abbia gestito segretamente Vitals Global Healthcare (VGH), che nel 2017 si è aggiudicata l’appalto trentennale da 4 miliardi di euro per la gestione degli ospedali Karin Grech, St Luke’s e Gozo General.

Il decreto è stato emesso in tribunale martedì mattina, alla ripresa del procedimento penale contro Asad Shaukat Ali.

Significa che ci sono abbastanza prove prima facie – a prima vista – perché le accuse contro di lui siano valide e l’imputato sia incriminato.

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Una sentenza simile è stata emessa nel caso dell’ex Primo Ministro Joseph Muscat, del suo ex capo di gabinetto Keith Schembri e dell’ex ministro Konrad Mizzi insieme a una serie di altre società.

L’accordo sugli ospedali è stato firmato durante il mandato di Muscat.

L’ex consulente di Vitals e Steward, che ha rilevato l’affare degli ospedali, si dichiara non colpevole per il suo ruolo nella concessione fraudolenta degli ospedali, poi annullata dai tribunali.

Asad Ali, 43 anni, nato a Tripoli, in Libia, ma domiciliato a Swieqi, si è dichiarato “assolutamente non colpevole” di tutte le accuse a titolo personale e per conto delle sue società, Eurasia Ltd e Incorp Sarl.

Il suo avvocato Shazoo Ghaznavi aveva precedentemente riconsiderato un decreto che impediva al suo cliente di parlare del caso “alla luce della forte copertura e delle dichiarazioni speculative della stampa”.

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