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Malta milioni persi: tubature difettose bloccano il maxi tunnel dell’acqua

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Un colossale progetto idrico da milioni di euro finisce nel caos: il contratto per la fornitura delle condotte destinate al tunnel sotterraneo tra l’impianto di osmosi inversa di Pembroke e il serbatoio di Ta’ Qali è stato stracciato senza mezzi termini. Il motivo? Le tubature, cruciali per trasportare l’acqua potabile al cuore dell’isola, si sono rivelate di qualità talmente scadente da fallire clamorosamente i test di pressione. Una figuraccia internazionale che costringe ora il Water Services Corporation a ricominciare tutto da capo.

Il contratto, affidato alla società turca Superlit e dal valore di ben 7 milioni di euro, è stato rescisso dopo che una serie di controlli rigorosi ha rivelato che i tubi in GRP (plastica rinforzata con fibra di vetro) non rispettavano gli standard minimi richiesti.

In seguito ai nostri rigidi protocolli di controllo qualità, sezioni delle tubature fornite sono state inviate all’estero per test indipendenti, dopo i test idrostatici eseguiti in loco alla presenza dell’appaltatore e degli esperti internazionali dell’ente di certificazione Kiwa (NL. B.V) – ha dichiarato il WSC. Queste analisi hanno confermato gravi cedimenti delle tubature a pressioni ben inferiori rispetto a quelle richieste.

Alla luce di queste gravi mancanze, il Water Services Corporation ha chiesto immediatamente la sostituzione integrale delle condotte, ma il fornitore ha rifiutato ogni responsabilità. La proposta di interventi parziali o riparazioni “a macchia di leopardo” è stata categoricamente respinta dall’ente maltese.

Il WSC ha già annunciato che procederà con una nuova gara d’appalto, per garantire che i materiali impiegati nel progetto rispettino appieno tutte le specifiche tecniche.

Il tunnel, che si trova a una profondità di 70 metri sotto la superficie, è concepito per trasportare acqua dall’impianto di osmosi inversa di Pembroke fino al serbatoio di Ta’ Qali.

Secondo il progetto originario, Superlit Boru Sanayi avrebbe dovuto fornire condotte in plastica rinforzata da installare all’interno del tunnel. Una delle condotte principali avrebbe avuto il compito di distribuire l’acqua trattata nella parte centrale dell’isola attraverso un sistema centralizzato che sfrutta principalmente la forza di gravità.

L’acqua proveniente dall’impianto di Pembroke sarebbe poi stata miscelata con l’acqua di falda nei serbatoi di Ta’ Qali, per essere successivamente campionata e trattata al fine di garantire una qualità ottimale, aveva spiegato il WSC al momento dell’aggiudicazione dell’appalto.

A sostenere la decisione del Water Services Corporation è stata anche Miriam Dalli, ministra responsabile dell’ente.

Dobbiamo garantire costantemente che i contribuenti ottengano ciò per cui pagano, specialmente quando si tratta di infrastrutture e servizi. Quando questo non avviene, non esiteremo a prendere i provvedimenti necessari – ha dichiarato la ministra.

Dalli ha inoltre rassicurato i cittadini, sottolineando che la cancellazione del contratto non avrà ripercussioni sull’approvvigionamento idrico della popolazione.

Vi do la mia parola: continueremo ad assicurarci che i cittadini e il Paese ricevano il massimo ritorno sull’investimento, ha concluso.

Foto: [Archivio Times Of Malta]

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