Michael Falzon afferma che le vittime non devono provare vergogna o colpa.
Aġenzija Appoġġ ha lanciato un numero verde per guidare e sostenere le vittime di revenge porn e aiutarle a riprendere il controllo della propria vita.
Il nuovo numero riservato 1779 è stato lanciato martedì per aiutare le vittime di abusi sessuali basati su immagini, incluse la condivisione non consensuale o la minaccia di condivisione di immagini intime.
Il servizio sarà gestito da professionisti formati in grado di sostenere chi chiama nei momenti di crisi e guidarlo attraverso i servizi disponibili per le vittime.
“Un simile abuso è un atto criminale, punto e basta.” ha dichiarato il ministro per la Politica Sociale Michael Falzon.
“Le persone provano vergogna o colpa per il fatto di poter diventare vittime di questo reato, ed è per questo che serve questo numero verde.”
I relatori presenti al lancio hanno sottolineato che ciò che viene comunemente descritto come revenge porn non implica necessariamente un atto di vendetta.
L’abuso sessuale basato su immagini può includere la creazione, la condivisione o la minaccia di condivisione di materiale intimo senza consenso.
Questo può comprendere immagini originariamente condivise in via confidenziale, immagini scattate senza consapevolezza o consenso della persona, immagini sessuali generate o alterate con l’IA e minacce di diffondere materiale intimo per controllare, ricattare o umiliare qualcuno.
Martina Sammut Testa, di Aġenzija Appoġġ, ha spiegato che il consenso a condividere un’immagine intima con una persona non equivale al consenso a una condivisione più ampia o alla pubblicazione online.
Ha aggiunto che paura e ansia possono scoraggiare le vittime dal denunciare l’abuso.
Alcune vittime possono anche restare in silenzio perché non sanno quali opzioni sono disponibili, dove cercare aiuto o di chi potersi fidare. Il numero verde contribuirà ad affrontare queste difficoltà offrendo alle vittime un punto di riferimento affidabile.
Svetlana Buttigieg, direttrice operativa di Aġenzija Appoġġ, si è rivolta direttamente alle potenziali vittime, dicendo: “Non siete sole, non siete colpevoli e ci sono persone disposte ad ascoltarvi.”
Ha proseguito: “La privacy non è un privilegio e la dignità non è qualcosa che può essere tolto a nessuno.”
Condividere o minacciare di condividere immagini intime senza consenso è un reato penale a Malta.
Il reato prevede una multa tra i 3.000 e i 5.000 euro e può comportare anche una pena detentiva fino a due anni.