Malta
Malta, il PN lancia una consultazione sulla legge sull’uguaglianza bloccata
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11 ore agoon
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Redazione AI
La consultazione arriva dopo che i deputati del PN hanno abbandonato l’aula, privando il disegno di legge della maggioranza dei due terzi necessaria per diventare legge.
Il Partito Nazionalista ha lanciato la propria consultazione pubblica sulla riforma governativa in materia di uguaglianza e diritti umani, rimasta in stallo, a settimane dall’abbandono dell’aula da parte dei deputati dell’opposizione, che ha privato il disegno di legge della maggioranza dei due terzi necessaria per diventare legge.
Il partito ha comunicato mercoledì di invitare parti sociali, organizzazioni della società civile, esperti, professionisti e cittadini a presentare proposte sull’Equality Act e sulla proposta National Commission for Human Rights and Equality.
I contributi saranno accettati tramite una piattaforma online fino al 18 settembre.
Il PN ha affermato di sostenere la tutela dei diritti umani e la lotta alla discriminazione, così come l’istituzione di una commissione per i diritti umani “forte, indipendente e imparziale”.
Ha però sostenuto che una legislazione che incide sui diritti fondamentali e su un’ampia gamma di settori non dovrebbe essere approvata senza una consultazione estesa.
L’opposizione ha accusato il governo di aver tentato di far passare in fretta la legge in parlamento poco prima della pausa estiva di luglio, nonostante le richieste di più tempo per studiarla avanzate da diverse organizzazioni.
Ha reso noto che la consultazione si concentrerà su questioni quali l’indipendenza e la composizione della commissione proposta, le tutele dei diritti fondamentali, le procedure di indagine e ricorso, la certezza del diritto e l’impatto pratico della legislazione sui diversi settori.
I contributi orienteranno la posizione del partito ed eventuali emendamenti che proporrà quando la legge tornerà in parlamento.
Il disegno di legge bloccato dopo l’abbandono dell’opposizione
Il disegno di legge del governo non è riuscito a passare in parlamento il 22 luglio, dopo che i deputati dell’opposizione hanno abbandonato l’aula prima del voto finale.
Poiché la legge includeva modifiche costituzionali, era necessario il sostegno dei due terzi dei deputati. Ha ricevuto 38 voti dai deputati di governo dopo l’uscita dell’opposizione, restando al di sotto della maggioranza richiesta.
Il PN aveva sostenuto il principio dell’istituzione della commissione e appoggiato la legge in seconda lettura, ma aveva successivamente chiesto ulteriori approfondimenti e consultazioni.
Le sue obiezioni sono giunte in un contesto di critiche da parte di diverse organizzazioni rappresentative di datori di lavoro, imprese, assicuratori, farmacisti, donne e scuole cattoliche.
Le preoccupazioni non erano tutte uguali.
I datori di lavoro hanno messo in guardia sull’ulteriore burocrazia e sull’effetto delle regole proposte sulle assunzioni, mentre gli assicuratori hanno chiesto garanzie che consentissero loro di continuare a basarsi su evidenze attuariali, statistiche e mediche oggettive nella valutazione del rischio. I farmacisti hanno sollevato questioni sulla libertà di coscienza e sull’esercizio professionale.
La Malta Women’s Lobby ha espresso preoccupazione per il fatto che l’inserimento della National Commission for the Promotion of Equality in un organismo più ampio per i diritti umani potesse diluirne l’attenzione sull’uguaglianza tra donne e uomini. Gli enti di educazione cattolica, dal canto loro, hanno chiesto tutele più forti per l’ethos religioso delle scuole confessionali.
La controversia ha anche alimentato affermazioni sui social media secondo cui la legge avrebbe potuto portare alla rimozione di crocifissi e altri simboli cattolici da scuole e luoghi pubblici. Times of Malta ha riferito che la legge proposta conteneva protezioni per le organizzazioni confessionali in determinate decisioni occupazionali, sebbene le scuole cattoliche si siano interrogate sul perché tali garanzie fossero contenute in un emendamento anziché nella legge stessa.
Una riforma che dura da oltre un decennio
I tentativi di istituire un’istituzione nazionale per i diritti umani a Malta risalgono a più di dieci anni fa.
Il governo ha varato un Libro Bianco su un Equality Act e su una Human Rights and Equality Commission nel 2014, proponendo un organismo con un mandato più ampio rispetto all’esistente National Commission for the Promotion of Equality.
Versioni successive della riforma sono state portate in parlamento ma non sono riuscite a diventare legge. Un precedente tentativo legislativo è decaduto con lo scioglimento del parlamento in vista delle elezioni generali del 2022.
L’ultima proposta mirava a sostituire la NCPE con una National Commission for Human Rights and Equality e ad ampliare la protezione contro la discriminazione.
Tra le altre modifiche, avrebbe vietato espressamente la discriminazione nell’accesso a beni e servizi, il che significa che attività come ristoranti, bar, banche e assicuratori non avrebbero potuto rifiutare clienti sulla base di motivi protetti.
Avrebbe inoltre incorporato il Protocollo 12 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo nel diritto maltese, ampliando la protezione contro la discriminazione.
La NCPE ha criticato la mancata approvazione del disegno di legge dopo il voto di luglio, affermando che la riforma era urgentemente necessaria e avrebbe rafforzato il quadro maltese antidiscriminazione, garantendo alla nuova commissione maggiore indipendenza e risorse.
Il PN ha sostenuto di non essere contrario alla riforma in sé, ma al modo in cui il governo ha cercato di farla approvare.
Mercoledì ha dichiarato che la sua consultazione era intesa a raccogliere i pareri che, a suo avviso, avrebbero dovuto essere richiesti prima del voto parlamentare.
Una “riforma seria” dovrebbe basarsi sul dialogo, sulla competenza e su un equilibrio tra diritti e responsabilità in competizione, ha affermato il partito.
Fonte: Times of Malta: https://timesofmalta.com/article/pn-launches-consultation-stalled-equality-bill.1133256