Un’inchiesta clamorosa, un valore immobiliare dimezzato e documenti nascosti nel cuore dell’amministrazione pubblica. È questo lo scenario che ruota attorno al caso Fortina, dove una perizia che fissava a 21 milioni di euro il valore di un terreno è stata misteriosamente insabbiata. Al suo posto? Una stima “ufficiale” di appena 8,1 milioni. E ora, con una denuncia penale sul tavolo, due ex alti funzionari del governo rischiano grosso.
Il terremoto giudiziario scuote il cuore dell’ex Ufficio del Primo Ministro. Robert Aquilina, in rappresentanza della Fondazione Falcone, e l’avvocato Jason Azzopardi hanno presentato una denuncia penale contro l’ex capo di gabinetto dell’OPM, Keith Schembri, e l’ex CEO della Lands Authority, Carlo Mifsud. L’accusa è pesantissima: una frode da 13 milioni di euro, confermata – sostengono – da un rapporto pubblicato lunedì dal National Audit Office.
Secondo l’NAO, il terreno in questione sarebbe dovuto essere valutato almeno 21 milioni di euro, ma è stato concesso a Fortina per soli 8,1 milioni.
Una perizia indipendente, ignorata dalla Lands Authority, stimava il valore minimo in 18 milioni di euro – cifra comunque molto più alta rispetto a quella finale. Ma questa valutazione più realistica e vantaggiosa per lo Stato è stata soppressa, denuncia il rapporto, da Lino Farrugia Sacco, allora presidente del consiglio di amministrazione della Lands Authority. L’ex giudice, da allora deceduto, avrebbe dunque nascosto consapevolmente la valutazione più alta.
Keith Schembri sarebbe stato parte attiva in questo disegno più ampio per mettere a tacere la seconda stima. Lui, però, respinge ogni accusa e nega di aver commesso illeciti.
Aquilina accusa formalmente Schembri e Mifsud di frode, traffico di influenze e riciclaggio di denaro, tra gli altri reati. La denuncia chiede che la polizia apra immediatamente un’indagine e che si dia avvio a un’inchiesta magistrale.
Ma un ostacolo normativo complica le cose: da aprile, in base a nuove leggi approvate dal governo, non è più possibile chiedere direttamente l’apertura di un’inchiesta magistrale. Ora serve prima una denuncia formale alla polizia, e solo dopo sei mesi si può ricorrere a una revisione giudiziaria delle loro azioni.
Lunedì, il leader del PN, Alex Borg, ha invocato un’inchiesta pubblica e un’indagine di polizia sulle gravi irregolarità emerse dal rapporto dell’Auditor General.
Il ministro della Cultura Owen Bonnici, oggi responsabile della Lands Authority, ha risposto ricordando che sono state attuate riforme significative dopo lo scandalo Fortina. Tra queste, l’insediamento di un nuovo presidente e un nuovo CEO alla guida dell’ente.
Foto: Jonathan Borg.