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Malta auditor Vitals si ritira nel pieno dello scandalo miliardario

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Un nuovo colpo di scena scuote lo scandalo miliardario degli ospedali Vitals: l’auditor Chris Spiteri, figura chiave nell’intricata rete di accuse, ha improvvisamente deciso di ritirarsi dalle attività di revisione contabile proprio mentre le indagini continuano a far emergere dettagli esplosivi. Una mossa che accende interrogativi e sospetti su uno dei casi più controversi degli ultimi anni.

Secondo quanto reso noto ufficialmente dall’Accountancy Board, Spiteri ha cessato volontariamente di svolgere funzioni di audit a partire da quest’anno. Una decisione che arriva mentre su di lui pendono accuse pesantissime legate all’affare Vitals/Steward, un accordo governativo da ben 4 miliardi di euro per la gestione di tre ospedali pubblici.

L’autorità di regolamentazione ha dichiarato in un avviso pubblico che l’auditor Chris Spiteri ha interrotto di sua iniziativa le sue attività di revisione.

Un’inchiesta penale sull’accordo Vitals/Steward ha sostenuto che Spiteri avrebbe agito come un “riciclatore professionista” per individui sospettati di aver sottratto fondi dal maxi-contratto pubblico.

Spiteri è accusato, tra le altre cose, di aver fatto parte di un’associazione criminale insieme all’ex primo ministro Joseph Muscat, al suo capo di gabinetto Keith Schembri e all’ex ministro della sanità Konrad Mizzi.

Lui respinge con forza tutte le accuse e si è dichiarato non colpevole.

Contattato in merito all’avviso dell’Accountancy Board, Spiteri ha affermato di aver scelto volontariamente di fare un passo indietro dalle attività di audit per motivi personali.

Ha inoltre insistito sul fatto che la sua decisione non è in alcun modo collegata al caso Vitals.

Tuttavia, l’inchiesta lo descrive come una figura centrale in una complessa rete di società create dal proprietario “segreto” di Vitals, Shaukat Ali, insieme ai membri della sua famiglia.

Spiteri avrebbe assistito gli Ali nella creazione di diverse società direttamente coinvolte nella concessione sanitaria.

Molte di queste entità sono sospettate di essere state utilizzate per trasferire fondi pubblici nelle mani di privati.

Gli investigatori hanno concluso che Spiteri era a conoscenza del “valore relativamente enorme dei fondi e dei benefici aggiuntivi” ottenuti dalla famiglia Ali attraverso l’accordo.

Tra questi figurano contratti di consulenza estremamente redditizi, contratti di lavoro, auto di lusso, viaggi e forniture IT.

Le autorità sostengono inoltre che Spiteri avrebbe aiutato figure chiave come Ali a nascondere l’entità dei loro interessi nell’accordo sugli ospedali.

Avrebbe anche utilizzato il proprio conto clienti come canale per transazioni sospette, inclusi movimenti legati a un’azienda di cannabis medica sospettata di avere collegamenti con l’ex capo di gabinetto dell’OPM, secondo quanto emerso dall’inchiesta.

Gli investigatori affermano inoltre che Spiteri avrebbe accettato un bonus di 50.000 euro da Steward per revisionare i conti di Vitals e concedere alla società un giudizio positivo.

Questo, secondo le accuse, avrebbe facilitato il passaggio senza intoppi della concessione a Steward quando la società sanitaria americana ha preso il controllo nel 2018.

Il bonus, secondo gli investigatori, sarebbe stato offerto tramite Asad, figlio di Ali.

La somma sarebbe stata “segretamente incorporata” nella parcella di Spiteri e distribuita tra le commissioni di revisione di cinque diverse società.

Accettando quel bonus, Spiteri avrebbe “messo da parte la sua etica professionale” compromettendo la validità stessa dell’audit.

Foto: Matthew Mirabelli

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